La Williams è stata purtroppo l’unica squadra costretta a rinunciare alla prima sessione dell’anno, complice il ritardo nello sviluppo della nuova monoposto che ha spinto il team a restare a Grove, osservando da lontano le rivali impegnate a Barcellona. Una decisione difficile da digerire, soprattutto se si considera che proprio la Williams era stata tra le prime scuderie a concentrare sforzi e risorse sul nuovo ciclo tecnico.
Un’occasione per ripartire… ma, per il momento, con qualche intoppo. Gli ingegneri hanno infatti incontrato difficoltà nel superare il crash test frontale, reso quest’anno più severo perché la struttura deve assorbire due impatti consecutivi. Il Team Principal James Vowles ha confermato che ora tutte le prove sono state superate, ma i ritardi accumulati nella produzione hanno costretto la squadra a rimanere a Grove.
Una scelta sofferta, ma necessaria. La speranza è che, pur non potendo girare, i dati raccolti dagli altri team motorizzati Mercedes possano offrire una prima base per valutare l’affidabilità della Power Unit, così come del cambio per chi, come Alpine e la stessa Williams, utilizza una trasmissione costruita dalla Stella. Da quel patrimonio iniziale prenderà forma il programma di studio della FW48 in Bahrain.
Alexander Albon, Williams
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
Sfrutterà i dati degli altri motorizzati Mercedes
“Sono fiducioso che non saremo in ritardo, e per un motivo preciso. Abbiamo ancora sei giorni di test in condizioni generalmente asciutte a disposizione in Bahrain e questo ci permetterà di lavorare in modo rappresentativo”.
“Inoltre, siamo fortunati: utilizziamo la Power Unit Mercedes e il cambio Mercedes. Di conseguenza, tutto ciò che loro stanno imparando questa settimana a Barcellona si trasferirà direttamente anche a noi in vista del Bahrain”, ha aggiunto Volwes. Tuttavia, sebbene sia vero che la PU Mercedes ha macinato tanti chilometri a Barcellona, per la Williams ci sarà comunque da valutare l’affidabilità della FW48.
Ed è proprio qui che nasce un tema interessante. Pur non potendo portare in pista la FW48, gli ingegneri stanno lavorando intensamente dietro le quinte, cercando di trasformare questa situazione in un’opportunità. Oltre al consueto lavoro al simulatore con i piloti, ci sono infatti una serie di test “dinamici” che possono essere svolti direttamente in fabbrica e che permettono di approfondire diversi aspetti legati all’affidabilità.
Uno dei banchi prova di AVL con una vettura di F2
Foto di: AVL Racetech
Replica i test di Barcellona con le prove VTT
Prima di scendere in pista c’è un’intera fase di lavoro che si svolge sui banchi dinamici, i VTT, Virtual Test Track. In sostanza, si monta la vettura sul banco e si replicano le caratteristiche di un determinato circuito, accelerazioni, frenate, avvallamenti, carichi su certi componenti, così da ricreare quanto accadrebbe realmente in pista… rimanendo però in fabbrica.
Non ci sono le ali, ma ci sono telaio, motore, cambio e l’intero impianto frenante, testato attraverso robot dedicati. In questo ambiente controllato gli ingegneri possono caratterizzare il sistema di raffreddamento e far lavorare Power Unit e trasmissione sotto carico, pur senza disporre delle forze laterali tipiche della pista.
È possibile simulare diversi scenari, anche a livello di temperature, utilizzando il medesimo software di gestione che si utilizzerebbe normalmente in pista per valutare come si comporta la Power Unit e il resto della vettura. Chiaramente non è paragonabile al lavoro in pista, ma rappresenta comunque un’occasione preziosa per accumulare dati su energia, raffreddamento, centralina ed efficienza dei vari sistemi, tanto che questo pasaggio generalmente precede e accompagna il lancio di una nuova monoposto.
Livrea Williams per i test di Barcellona
Foto di: Williams
Focus sul raffreddamento per non avere i problemi del 2025
“I test VTT sono molto utili, soprattutto per quanto riguarda il sistema di raffreddamento. Al momento utilizziamo una configurazione molto diversa rispetto a quelle progettate e adottate in passato, e questo ci permette non solo di ottimizzare l’apprendimento attuale per sfruttarlo al meglio, ma anche di raccogliere indicazioni preziose per il futuro”, ha spiegato Vowles, illustrando come il team sta tentando di sopperire alla mancanza dei test in pista.
Tornando indietro di qualche mese, nel 2025 la squadra aveva sofferto di alcuni problemi di affidabilità legati alla gestione delle temperature, tanto da essere costretta al ritiro in diversi Gran Premi per evitare cedimenti. Criticità che hanno spinto gli ingegneri a rivedere alcune aree del progetto e dato che nel 2026 il raffreddamento è diventato un tema ancora più centrale, la Williams vuole assicurarsi di non riscontrare le stesse criticità.
“Non dobbiamo dimenticare che l’anno scorso abbiamo avuto alcuni problemi di affidabilità, e volevo essere certo che fossero completamente risolti, oltre a ottenere dati utili sulle dimensioni e sul packaging del sistema nelle sue evoluzioni future. Da questo punto di vista, il VTT è stato estremamente prezioso”, ha confermato Vowles, facendo riferimento proprio a quanto accaduto lo scorso anno.
Nel frattempo, i piloti hanno fatto il sedile e stanno lavorando al simulatore
Foto di: Williams
La fase di test virtuale precede generalmente la presentazione della vettura ed è cruciale soprattutto quando si devono validare alcune soluzioni in fase di progettazione o verificare il comportamento della monoposto completa. McLaren, ad esempio, ha portato la MCL40 sui banchi AVL prima di arrivare a Barcellona, così da controllare una serie di parametri chiave prima del debutto effettivo in pista.
Si tratta anche di un modo per ottenere dati di comportamento da integrare con quelli del simulatore e con le informazioni raccolte nei test in pista. Nel caso della Williams, però, l’intera fase preparatoria si è inevitabilmente allungata, con la speranza che un programma così approfondito permetta almeno di recuperare “virtualmente” parte del lavoro che non può essere svolto a Barcellona.
“Normalmente si utilizza un VTT, ma non per un periodo così lungo né con un programma così profondo come quello che stiamo portando avanti ora”, ha aggiunto Vowles, tanto che questa tipologia di test non ha nemmeno vincoli così stringenti rispetto a quelli aerodinamici, come CFD e galleria del vento. Nel frattempo, i piloti hanno completato anche la realizzazione del sedile sulla nuova vettura, oltre a svolgere sessioni al simulatore per portare avanti il programma di studio della monoposto.
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