È arrivato anche il turno dell’Aston Martin. Con Lance Stroll al volante, la AMR26 ha finalmente mosso i suoi primi passi in pista a Barcellona, portando al debutto anche la nuova Power Unit Honda. Messa da parte la Williams, la squadra di Silverstone era infatti l’ultima presente a Barcellona a dover ancora togliere i veli dalla nuova vettura, complice il ritardo accumulato in fase di assemblaggio.
Alcuni componenti fondamentali sono infatti arrivati soltanto nella tarda serata di mercoledì, costringendo i meccanici a una corsa contro il tempo per completare la preparazione della vettura e provare quantomeno a effettuare qualche giro nella giornata di oggi, con il debutto in pista arrivato attorno alle 17:00, a circa un’ora dal termine del turno pomeridiano.
Purtroppo il debutto è però durato poco, perché dopo aver completato pochi giri Stroll è stato costretto a fermarsi in pista, portando all’esposizione della bandiera rossa. L’aver comunque completato qualche passaggio nella giornata di oggi dà almeno l’opportunità di completare le prime analisi già in serata preparando il lavoro in vista di domani.
Dalle prime immagini si notano delle pance con un lungo scivolo piuttosto spiovente. L’ingresso della bocca dei radiatori presenta un labbro inferiore più pronunciato e avanzato, che dà il via a un vistoso undercut. Accanto all’abitacolo sono presenti anche due appendici verticali per gestire le turbolenze che si generano in quell’area, come già visto sulla vettura dello scorso anno.
La parte superiore del cofano motore, soprattutto dietro l’airbox di forma triangolare da cui spuntano due “corna” laterali per gestire i flussi, appare piuttosto rastremata, tanto da lasciare spazio a una pinna piuttosto pronunciata. Tutto lascia presupporre che i tecnici abbiano scelto di non concentrare nella parte superiore alcuni elementi del sistema di raffreddamento. Sul cofano motore si nota inoltre un’ampia apertura, con uno stile simile a quello della Ferrari SF-25 e della McLaren MCL39 dell’anno passato ma di dimensioni più generose, per evacuare l’aria calda proveniente dalla Power Unit Honda.
Dopo essere scesi in pista e aver portato al debutto la AMR26, l’obiettivo ora è limitare il gap chilometrico rispetto agli avversari, considerando che tutte le altre squadre hanno avuto (o avranno) la possibilità di completare tre giornate piene di lavoro. Aston Martin, invece, potrà contare soltanto su una giornata e mezza, dato che i test si concluderanno alle 18:00 di venerdì.
Tuttavia, dopo aver temuto di dover rinunciare ai test catalani come accaduto alla Williams, anche solo essere presenti in Spagna rappresenta già un sospiro di sollievo. Quelli di Barcellona saranno infatti i primi chilometri non solo per la AMR26, ma anche per la nuova Power Unit Honda: da quest’anno il costruttore giapponese ha avviato una collaborazione esclusiva con Aston Martin, tornando in Formula 1 dopo l’addio alla Red Bull.
La scelta della Formula 1 di puntare su un’unità in cui la componente ibrida riveste un ruolo ancora più centrale ha spinto Honda a tornare nel campionato. Da quanto emerso nelle interviste, la Casa giapponese ritiene che proprio l’ibrido, grazie a una batteria completamente riprogettata, sia nella chimica sia nelle dimensioni, possa diventare uno dei suoi principali punti di forza in questa nuova era.
Un progetto ambizioso, ma ancora in fase di piena maturazione. È vero che negli ultimi anni Aston Martin ha investito molto nelle proprie infrastrutture, con una nuova galleria del vento e un simulatore aggiornato, ma per amalgamare tutti questi elementi, inclusi i numerosi tecnici di primo piano arrivati a Silverstone, come Adrian Newey ed Enrico Cardile, serve tempo.
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