di
Dimitri Canello

È successo in provincia di Belluno. Il bimbo aveva un carnet di biglietti standard, ma non il ticket maggiorato con la tariffa olimpica. La mamma ha sporto querela per abbandono di minore, e racconta: «È arrivato a casa in lacrime, dopo le 18. Lasciare a piedi un bimbo così piccolo all’imbrunire non ha giustificazioni». Dolomiti Bus: «L’autista è stato sospeso»

Una storia che ha dell’incredibile arriva da Vodo di Cadore, in provincia di Belluno, dove un ragazzino di appena 11 anni è stato costretto a farsi sei chilometri a piedi in pieno inverno e sotto una nevicata perché sprovvisto di biglietto idoneo da 10 euro nella tratta che collega il paese a San Vito di Cadore. La vicenda, accaduta martedì 27 gennaio, è stata confermata anche da Dolomiti Bus che ha diffuso una nota: «Relativamente all’episodio di martedì 27 gennaio, Dolomiti Bus comunica di aver immediatamente attivato una commissione interna di inchiesta con il compito di accertare in modo puntuale e approfondito la dinamica dei fatti. L’azienda sta procedendo alle verifiche necessarie, nel pieno rispetto delle persone coinvolte e con la massima attenzione alla tutela del minore. Parallelamente, Dolomiti Bus si è messa in contatto con la famiglia del ragazzo per raccogliere ogni elemento utile alla ricostruzione dell’accaduto. Una volta conclusi gli accertamenti e acquisiti tutti i dati necessari, l’azienda fornirà ulteriori informazioni, nel rispetto dei tempi, delle procedure previste e delle parti coinvolte. Dolomiti Bus ribadisce il proprio impegno quotidiano per garantire un servizio improntato alla sicurezza, alla responsabilità e alla tutela dei passeggeri».

La famiglia: «Aveva un carnet, poteva obliterare quattro biglietti»

La famiglia è furibonda e ha sporto querela per abbandono di minore contro Dolomiti Bus e contro l’autista del mezzo dove è avvenuta la vicenda. Il bimbo ha percorso il tratto da San Vito, sede della scuola, a Vodo, a piedi lungo una pista ciclopedonale: «Quello che è accaduto – spiega l’avvocato e nonna del bambino Chiara Balbinot – è veramente allucinante. Dolomiti Bus ci ha chiamato per scusarsi, ma resta un fatto di una gravità inaudita. Mio nipote aveva un carnet di 10 biglietti da 2,5 euro a disposizione ed era stato chiesto se il titolo d’accesso sarebbe stato valido anche con la tariffa olimpica di 10 euro. La risposta era stata positiva e quello che veramente non riesco a comprendere nemmeno sforzandomi è che la soluzione c’era. Sarebbe bastato obliterare quattro titoli di viaggio da 2,5 euro per raggiungere la cifra richiesta. Questo senza entrare nel merito della cifra che viene richiesta per un tragitto così breve».



















































«Mio figlio arrivato a casa infreddolito un’ora e mezza dopo»

Secondo il regolamento interno di Dolomiti Bus gli autisti non possono accettare contanti per il pagamento dei titoli di viaggio, ma resta il fatto che un ragazzino di 11 anni ha camminato per oltre un’ora e mezza da solo per arrivare a casa, affrontando anche parte del tragitto sotto la neve: «Era sprovvisto di cellulare– spiega la madre Sole Vatalaro – ed è arrivato a casa con un’ipotermia, una temperatura di 35 gradi e in lacrime. La strada che collega San Vito a Vodo è una ciclopedonale che avevamo percorso più volte in estate, quindi mio figlio la conosceva. Ma ci ha messo tanto, è arrivato a casa dopo le 18, oltre un’ora e mezza dopo rispetto al solito. Era in lacrime, impaurito e infreddolito. Non aveva un cellulare, io ero preoccupatissima e quando l’ho visto tornare per me è stata una liberazione. Mercoledì è rimasto a casa da scuola perché non stava bene ed era ancora scosso, oggi, giovedì 29 gennaio è tornato. Siamo allibiti, io ho chiamato subito Dolomiti Bus e una ragazza del servizio clienti è stata gentile e ha ascoltato la storia, riferendo ai vertici aziendali. Stamattina siamo stati contattati e mi hanno detto che è stata avviata subito un’indagine interna. Ci auguriamo che venga accertata la verità e che vengano presi provvedimenti. Ci fosse stata da pagare una multa l’avrei pagata, ma lasciare a piedi un bimbo così piccolo all’imbrunire, al freddo e con la neve in arrivo non ha giustificazioni».

Sospeso l’autista

In giornata è arrivata una nuova nota di Dolomiti Bus che ha annunciato di la sospensione dell’autista: «La corsa in questione è stata effettuata a seguito di regolare autorizzazione dall’azienda La Linea S.p.A. alla quale Dolomiti Bus, titolare del contratto di servizio principale, ha immediatamente esteso la contestazione e chiesto chiarimenti. La società che ha effettuato il servizio ha comunicato di aver avviato degli approfondimenti e che il conducente interessato, suo dipendente, è stato prudenzialmente sospeso dal servizio». 


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29 gennaio 2026 ( modifica il 29 gennaio 2026 | 19:05)