di
Giorgia Bollati

I progetti premiati del Wood Architecture Prize 2026 by Klimahouse, il riconoscimento nazionale per l’architettura in legno istituito da Fiera Bolzano, con il patrocinio e il contributo scientifico del Politecnico di Torino

Una stalla, una scuola e un edificio multifunzionale. Le architetture in legno del 2026 non sono case. Raccontano di una diffusione della cultura dell’abitare sostenibile e del legno come strumento di rigenerazione sociale e territoriale in quei luoghi che sono alla base della collettività. 

Il premio per l’architettura sostenibile

Il Wood Architecture Prize 2026 by Klimahouse (qui il sito), il premio nazionale per l’architettura in legno istituito da Fiera Bolzano, con il patrocinio e il contributo scientifico del Politecnico di Torino e dell’Università Iuav di Venezia, in collaborazione con Pefc Italia, ha dato valore a quei progetti che attraverso un materiale naturale non solo creano strutture altamente avanzate ma contribuiscono alla creazione di comunità. 
A valutare i progetti la giuria presieduta dall’architetto Manuel Benedikter e composta dalle architette Sandy Attia (MoDusArchitects) e Marta Baretti (Arbau Studio), dai professori Guido Callegari e Paolo Simeone del Politecnico di Torino, e dal professor Mauro Frate (Iuav) e da Luca Gibello (Il Giornale dell’Architettura).



















































Una stalla, una scuola, un edificio: i progetti italiani che rimettono al centro il legno (sostenibile)

Il progetto per le mucche felici: The Big Zip

La casa delle mucche, “The Big Zip – A house for happy cows”, in provincia di Sondrio, di Studio act_romegialli è il primo progetto vincitore, «per la straordinaria qualità architettonica e costruttiva conferita a una destinazione d’uso spesso considerata “prosaica” e negletta», secondo la giuria. Qui il legno è elemento chiave per la gestione degli odori delle deiezioni degli animali, ed è posato su una base in calcestruzzo.

Le strutture polifunzionali

«Una scuola d’infanzia, un asilo nido, un centro turistico e anche un collegamento che unisce la parte bassa del paese con quella alta», racconta elencando tutti i ruoli coperti dal suo progetto Roland Baldi di Roland Baldi Architects, che ha realizzato una delle tre strutture premiate, l’Edificio multifunzionale a Barbiano, in provincia di Bolzano. Frutto di un finanziamento Pnrr, la costruzione usa legno Xlam – grandi pannelli tecnologici in legno massiccio costituiti da strati di tavole incrociate – per gli elementi portanti, a cui sono abbinati rivestimenti, controsoffitti acustici, pavimenti e arredi. «Volevamo creare spazi salubri per i bambini che fossero anche didattici in ottica di contatto con il materiale».

Una stalla, una scuola, un edificio: i progetti italiani che rimettono al centro il legno (sostenibile)

Tra i vincitori

Tra i vincitori c’è anche un edificio che non è una casa, ma ricerca la semplicità e l’accoglienza della casa anche nella sua reale funzione, quella di scuola media: le Nuove Scuole Medie di Primiero. Il legno, secondo lo studio di architettura autore del progetto Mimeus Architettura con Studio Campomarzio, crea un ambiente caloroso e luminoso, con pannelli fonoassorbenti in legno e a parete e a vista a soffitto anche all’interno di una struttura austera.

Una stalla per mucche felici, una scuola, un edificio: i progetti italiani che rimettono al centro il legno (sostenibile)

La menzione speciale

La menzione speciale per un progettista under 35 è andata all’architetto Michele Sicher che ha progettato il Maso Stregozzi, in provincia di Trento. «Per questa ricostruzione rurale ho usato Xlam nascosto da una controparete, ma credo che questo sia un materiale tecnologico nobile che potrebbe anche essere tenuto a vista». Secondo il comitato scientifico del premio «l’opera rivela un magistero progettuale profondo, capace di dimostrare empatia e un forte radicamento nel contesto locale».
Ancora, le menzioni speciali: la Riqualificazione della contrada Polaggia dell’architetto Edoardo Colonna di Paliano, a Berbenno di Valtellina, che unisce le parti murarie esterne, all’interno di un contesto medievale, con il legno che caratterizza i nuovi spazi domestici; l’abitazione bifamiliare asimmetrica T+T dello Studio Piraccini+Potente Architettura, in provincia di Rimini, e, ancora la menzione speciale filiera Pefc per la valenza sociale della sostenibilità del legno nel Punto Luce Gallaratese, a Milano, dello Studio Aoumm, che ha realizzato un nuovo spazio per Save the Children a partire da fondazioni preesistenti per ridurre l’impatto sul quartiere, restituendo alla comunità il centro in 11 mesi.

Una stalla, una scuola, un edificio: i progetti che rimettono al centro il legno (sostenibile)

L’architetto Molteni

A introdurre la ricchezza dei progetti di quest’edizione è stato l’architetto Enrico Molteni, fondatore dello studio Enrico Molteni Architecture che, con il racconto del suo intervento “Una scuola inclusiva e un asilo: l’uso del legno come tema di progetto” ha sottolineato quanto davvero questo materiale sia capace di definire spazi educativi e accoglienti con grandi margini di flessibilità spaziale.

La scelta del legno

«Quest’anno il premio ci racconta una storia bellissima: il legno non è solo una scelta ecologica, ma uno strumento per costruire comunità», ha commentato Céline Faini, Brand Manager di Klimahouse. «Vedere premiate scuole e spazi di aggregazione ci ricorda che l’architettura sostenibile ha il dovere di generare benessere per le persone, non solo efficienza energetica. Il Wood Architecture Prize 2026 celebra proprio questa capacità di visione: progettare edifici che si prendono cura del territorio e di chi lo abita».

La filiera

«La quarta edizione del Wood Architecture Prize conferma un cambio di passo fondamentale: l’edilizia in legno in Italia ha superato la fase pionieristica per raggiungere una piena maturità tecnica ed espressiva», ha dichiarato Thomas Mur, il Direttore di Fiera Bolzano. «I progetti premiati quest’anno dimostrano che la filiera è pronta a rispondere a sfide complesse, dalle grandi opere pubbliche alla rigenerazione dei nostri centri storici». E ora la giuria e l’organizzazione del premio lavorano all’edizione 2027: le candidature aprono a settembre 2026. 

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29 gennaio 2026