Un robot che si comporta come una cellula. O meglio, come una cellula immunitaria. È questa l’idea alla base del progetto Celloids, sviluppato all’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che ha appena ottenuto un finanziamento europeo Proof of Concept da 150mila euro.
A guidare la ricerca è Stefano Palagi, che già lo scorso anno aveva ricevuto lo stesso riconoscimento dal Consiglio Europeo per la Ricerca (ERC). Ora, con questa nuova sovvenzione, il gruppo punta a portare i microrobot sempre più vicini all’applicazione clinica.
Deformabili, autonomi e riassorbibili
L’obiettivo del progetto consiste nel realizzare microrobot morbidi, capaci di muoversi attraverso i tessuti corporei sfruttando esclusivamente risorse interne all’organismo. Si ispirano al comportamento delle cellule del sistema immunitario, note per la loro capacità di deformarsi e attraversare spazi microscopici.
“Abbiamo sviluppato dei microrobot magnetici ultra-deformabili” – spiega Palagi – “e stiamo studiando se queste caratteristiche possano permettere loro di penetrare i tumori solidi”.
Oltre alla mobilità, si lavora anche sull’autosufficienza energetica: il team sta sperimentando l’uso di sostanze come il glucosio per alimentare i microrobot dall’interno del corpo. Una volta esaurito il compito, questi dispositivi sarebbero in grado di degradarsi e venire riassorbiti dai tessuti. In alcuni casi, potrebbero addirittura rilasciare molecole con effetto terapeutico.
Una traiettoria che punta alla clinica
Il passaggio dalla sperimentazione al contesto clinico resta una delle sfide più complesse. Il team sta lavorando a una strategia che consenta di superare le barriere attuali e avvicinare i microrobot a un uso reale nella cura delle malattie.
Non si tratta solo di tecnologia. Al centro del lavoro c’è l’idea che la robotica possa imparare dalla biologia, non per copiarla, ma per trovare soluzioni nuove dove la meccanica tradizionale si ferma.