di
Marco Bruna

«La violenza politica? Gli Stati Uniti sono diventati una nazione alla fine di una guerra terribile, non sono nati in pace»

Richard Ford ha sempre cercato di catturare un barlume di luce con i suoi romanzi e le sue storie, ma negli ultimi tempi la voce si è fatta più cupa e arrabbiata. «Sono disperato», confessa al Corriere dalla sua casa del Maine il premio Pulitzer, inventore di Frank Bascombe, personaggio che lascerà per sempre una traccia nella letteratura. «Sono disperato perché non ho idea di come tutto ciò possa finire. La maggior parte degli americani si oppone alla follia dei raid anti-immigrati, si oppone all’utilizzo deliberato di delinquenti armati e mascherati che rapiscono cittadini dalle loro case. Ma secondo il meccanismo elettorale — ed è proprio per questo che le elezioni sono così importanti — non possiamo cacciare l’idiota che occupa la Casa Bianca. Perché questa follia finisca bisogna che Trump se ne vada», continua.

Renee Good, Alex Pretti: due brutali esecuzioni alla luce del sole da parte degli agenti dell’Ice. Donald Trump sta conducendo una guerra contro gli americani?
«Lo penserei anche io se fossi sicuro che Trump ha queste intenzioni. A lui non importa nulla. Il nostro presidente fa ciò che ritiene di dover fare, a prescindere dalle conseguenze. Poiché è testardo e pensa di avere sempre ragione, gli riesce impossibile rimangiare la parola data agli elettori. Ha promesso una stretta sull’immigrazione e pensa che questa sia la via più semplice ed efficace».



















































I suoi sostenitori sono soddisfatti di come sta gestendo la situazione a Minneapolis?
«Non credo che siano contenti di vedere cittadini americani uccisi per strada. Accettano semplicemente l’idea che Trump faccia ciò che desidera. Non avevano né tempo né voglia, mentre votavano, di pensare a un governo gestito in maniera irrazionale. Non vogliono essere disturbati. La sua fan base è letargica».

Trump verrebbe rivotato se esistesse un terzo mandato, a fronte di tutto questo?

«Sta parlando con uno che, per due volte di fila, ha scommesso che Trump non avrebbe vinto. Forse non sono la persona giusta a cui fare questa domanda».

L’operazione in Venezuela per catturare Maduro, le brame sulla Groenlandia, l’Ice a caccia di immigrati illegali in Minnesota. Pensa che Trump stia cercando di spostare l’attenzione su altri scenari?
«Tutti abbiamo pensato che stia nascondendo qualcosa. Provo a essere imparziale: se un altro essere umano il cui nome non fosse Donald Trump facesse tutto il possibile per nascondere, ad esempio, i documenti sul caso Jeffrey Epstein, sposterebbe ragionevolmente l’attenzione su qualcosa di più grosso. Trump è determinato nel farci credere che le cose che vediamo con i nostri occhi non siano realmente così. Si comporta come un uomo che sta nascondendo qualcosa, non saprei dirle cosa. Si comporta così ogni volta che ha a che fare con Vladimir Putin».

In molti, da ultimo il premier slovacco Robert Fico, citato da Politico Europe, hanno avanzato l’ipotesi che la salute mentale del presidente americano sia precaria.
«Il suo entourage mente su tutto. Non c’è motivo di credere che non mentirebbe sulla sua salute. Non le so dire se sia squilibrato o clinicamente malato. Spero di no. Non voglio augurargli il male, perché significherebbe augurare il male al mio Paese».

La tentata aggressione alla deputata Ilhan Omar ha riacceso il dibattito sul legame tra violenza e politica in America: lo stesso Trump è stato vittima di un attentato durante un comizio a Butler, Pennsylvania, nel 2024; Charlie Kirk è stato ucciso durante un evento pubblico lo scorso settembre; nel 2022 il marito di Nancy Pelosi venne aggredito con un martello nella loro casa in California.
«L’America è diventata una nazione alla fine di una guerra terribile. Questo non è un Paese fondato in pace, ma in guerra. La Costituzione è stata redatta da persone che hanno conquistato l’Ovest con le armi e la forza, che hanno soggiogato e ucciso i nativi».

Ieri il cosiddetto «zar dei confini» Tom Homan, inviato da Trump in Minnesota dopo la rimozione del comandante della Border Patrol Gregory Bovino, ha dichiarato che verranno «ristabilite la legge e l’ordine».
«Quando ogni elemento razionale va a farsi benedire, è difficile prevedere che cosa succederà». 

29 gennaio 2026