Fano, 28 gennaio 2026 – Vivono immersi nella Basilica di Vitruvio, tra le colonne ritrovate di piazza Costa, visibili dal loro terrazzo, e quelle che immaginariamente si innalzano dal piano stradale in tutta la loro altezza (15 metri) attraversando virtualmente pavimenti e pareti. Insomma, vivono praticamente nella storia, e oltretutto sono architetti anche loro.

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Si tratta di Silvia Delloca e Omar Toni, che con un abile intervento di restauro, nel 2000, hanno trasformato il loro appartamento di piazza degli Avveduti, in un loft a sviluppo verticale, con vista sull’area archeologica. Ma la loro è molto più di una semplice vista, perché osservando la planimetria della Basilica, si intuisce subito che la loro casa è stata costruita praticamente sopra.

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Silvia Delloca e Omar Toni, architetti

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Gli scavi da spettatori privilegiati

Così, da spettatori privilegiati, i Toni hanno seguito la campagna di scavi iniziata nel 2024, la recente scoperta delle quattro colonne di piazza Costa, proprio davanti alle loro vetrate, e vissuto in diretta l’emozione degli archeologi e degli amministratori quando hanno trovato, in piazza degli Avveduti, la quinta colonna che ha dato loro la certezza di aver individuato la leggendaria Basilica di Vitruvio.

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Le colonne della Basilica di Vitruvio scoperta a Fano in piazza Costa

L’emozione della scoperta in diretta

“Oggi abbiamo la consapevolezza della presenza delle colonne romane tra gli edifici esistenti – affermano – e non possiamo neppure escludere che l’attuale edificio di piazza degli Avveduti sia stato costruito agli inizi del ‘900 utilizzando i mattoni del convento di San Daniele per l’edificazione del quale potrebbe aver usato materiale proveniente dalla Basilica”. Insomma, non solo la stessa ubicazione, ma forse addirittura gli stessi materiali. Il sottosuolo del loft nasconde anche una scalinata che scende in profondità per metri, quindi sotto il piano romano. “La scala, forse legata al monastero di San Daniele – spiegano gli architetti – ci è apparsa a seguito di un cedimento del pavimento, l’abbiamo pulita e resa praticabile”.

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“La realtà aumentata potrebbe aiutarci a comprendere gli scavi”

Dalla scala si sviluppano cunicoli sotterranei con soffitti a volta che sembrano proseguire in tre direzioni: verso palazzo Montevecchio, verso il cinema Politeama e verso via Montevecchio. L’eccezionalità del posto è anche legata alla leggenda “dell’anima dannata con il suo cocchio che usciva nella notte senza luna dal vicolo dell’Inferno (oggi piazza degli Avveduti ndr)”, riscoperta dagli architetti Toni a seguito delle ricerche in archivio avviate dopo aver ritrovato la scala sotterranea.

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Silvia Delloca e Omar Toni lanciano, infine, alcune proposte per l’area archeologica di piazza Costa: “Per una migliore comprensione degli scavi ci potrebbe aiutare la realtà aumentata, un’occasione per riflettere sull’archeologia attraverso la tecnologia, che a sua volta ci aiuta a riprendere coscienza del nostro corpo. Inoltre ci piacerebbe che fosse dedicata a Vitruvio la strada che ora si chiama piazza degli Avveduti, naturale proseguimento della via già intitolata all’architetto romano”.