di
Claudio Bozza
L’eurodeputato lancia sui social il suo partito: «Stiamo arrivando». Il malessere di Zaia e dei governatori Fontana e Fedriga. Salvini prende tempo
«Italia, stiamo arrivando. Futuro nazionale, con Vannacci segretario». Altro che ricucitura con la Lega e con Matteo Salvini. Il partito del generale Roberto Vannacci è già bello che pronto. Dopo aver registrato il simbolo del nuovo partito di ultradestra, ieri quello che, teoricamente sarebbe uno dei vicesegretari del Carroccio, ha reso operativo anche il profilo social su Instagram della sua Afd in versione italiana.
È un punto di non ritorno. Il generale (in pensione) dell’Esercito, in verità aveva iniziato la sua carriera in Marina nel 1996. E ora ha rotto gli ormeggi. Il recinto della Lega, con le regole di un partito da rispettare (e mai rispettate) gli stava troppo stretto. Il successo con centinaia di persone a ogni iniziativa in giro per l’Italia e all’estero, nel corso dei mesi ha galvanizzato sempre di più Vannacci. E ora l’eurodeputato ipersovranista ha deciso di mettersi davvero in proprio. Il suo orizzonte sono le elezioni politiche del prossimo anno, quando farà durissima concorrenza sia a Fratelli d’Italia, sia al suo ormai ex partito: la Lega, di cui aveva preso la tessera nell’aprile 2009 venendo contestualmente nominato vicesegretario sul palco da Salvini, davanti a centinaia di sostenitori al congresso di Firenze.
Nel Carroccio, intanto, la tensione è alle stelle. «Ma il segretario come può permettere che uno dei suoi vice faccia una cosa del genere senza espellerlo?», è l’interrogativo che si pongono diversi parlamentari leghisti contattati dal Corriere. Nessuno di questi accetta però di rilasciare dichiarazioni ufficiali. L’unico che si spinge a parlare in Rai della spinosa questione è il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo: «Una frattura con Vannacci? Il generale ha detto che non ha nessuna intenzione di fondare adesso un nuovo partito, poi ha presentato un simbolo che chiaramente può destare polemiche — afferma il capo dei leghisti a Palazzo Madama —. Dall’altra parte il nostro segretario Salvini ha dichiarato con molta chiarezza che interverrà per cercare assolutamente di parlare con Vannacci. Si spera appunto di chiarire una volta per tutte».
Chi, invece, dietro le quinte si muove forte del suo peso politico nel Nord-Est è l’ex governatore veneto Luca Zaia, che continua a rilanciare a Salvini la richiesta di espellere Vannacci dopo le ripetute violazioni dei regolamenti della Lega. Zaia, inoltre, nelle ultime settimane avrebbe riaffrontato la questione con Attilio Fontana e Massimiliano Fedriga, rispettivamente presidenti di Lombardia e Friuli-Venezia Giulia, da tempo insofferenti rispetto alle esternazioni estremiste di Vannacci, così come Maurizio Fugatti, numero uno della Provincia autonoma di Trento. Il «quartetto» nordista, sostenitore di una Lega dei territori e non sovranista, aveva già fatto rete a fine 2025, durante un incontro a Mestre, suggellato con tanto di foto.
Sempre dal Veneto sono esplicite le parole di Roberto Marcato: «L’espulsione dalla Lega è una soluzione inevitabile e ovvia». Salvini, però, continua a prendere tempo, che però sembra essere ampiamente scaduto: improbabile che i due litiganti si vedano nel weekend come annunciato. «Non ci vogliono? che ci caccino», ribattono galvanizzati i fedelissimi di Vannacci.
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29 gennaio 2026 ( modifica il 29 gennaio 2026 | 07:55)
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