L’inizio del 2026 segna il punto di non ritorno. Ram e Ssd diventano più costi strutturali che semplici componenti, mentre l’industria dell’AI continua ad assorbire risorse e a spingere verso l’alto i listini dell’elettronica di consumo

All’alba del 2026 è ormai evidente che quella che a fine 2025 sembrava una tendenza rischia di trasformarsi in una fase duratura di inflazione tecnologica. I prezzi di componenti fondamentali come le memorie Ram e gli Ssd non stanno solo aumentando, ma raggiungono livelli che pochi avrebbero immaginato fino a qualche mese fa. Questo fenomeno non riguarda un singolo mercato o un particolare modello: è un’onda che si propaga dall’hardware di fascia alta per server fino alle configurazioni consumer più diffuse.
I report più recenti principali società di analisi del settore parlano di prezzi contrattuali delle Ram in forte crescita già nel primo trimestre del 2026, con aumenti stimati tra il 55% e il 60% rispetto all’ultimo trimestre del 2025. Le Nand flash, il cuore degli Ssd, non sono da meno, con incrementi tra il 33% e il 38% nello stesso periodo.
Questa dinamica ha conseguenze immediate: ciò che fino a pochi mesi fa costava il giusto ora si avvicina a cifre che per molti consumatori appaiono quasi proibitive, soprattutto se rapportate ai salari medi italiani e alle aspettative storiche di ribasso dei prezzi tecnologici.

Perché i prezzi delle memorie continuano a salire

Il primo elemento da comprendere è che la scarsità osservata non è frutto di un semplice intoppo nella catena di approvvigionamento. È piuttosto il risultato di un cambiamento strutturale della domanda. Datacenter, cloud provider e grandi aziende tech stanno saturando le capacità produttive per rispondere alla esplosiva crescita dei carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale. Gli investimenti di colossi come OpenAI, Google e altre grandi piattaforme stanno concentrando gran parte della capacità produttiva verso applicazioni enterprise ad alto consumo di memoria.
Una parte significativa della produzione di Ram, una volta destinata al mercato consumer, è stata riallocata verso segmenti più redditizi come l’HBM (High Bandwidth Memory) e le memorie di livello server. È una strategia che massimizza i profitti per i produttori ma riduce l’offerta disponibile per banchi Ram destinati ai Pc e agli Ssd di fascia alta destinati a notebook e desktop.
Nello stesso tempo, la Nand vede incrementi di costo legati alla stessa scarsità strutturale. Un manager di Kingston ha recentemente commentato che i prezzi dei wafer Nand, che rappresentano circa il 90% del costo di un Ssd, sono aumentati in modo incredibile, con un’impennata che ha superato il 246% rispetto ai livelli del primo trimestre 2025.



















































L’effetto sugli smartphone e sull’elettronica di consumo

Una conseguenza immediata di questi aumenti è la pressione sui listini dei dispositivi finiti. Non è un’esagerazione: alcuni produttori di smartphone hanno già annunciato che nel 2026 i prezzi dei nuovi modelli saranno superiori a quelli previsti solo pochi mesi fa. Secondo il Ceo di Nothing, le memorie Ram e Nand sono sempre più costose, e questo si rifletterà sui prezzi di vendita dei telefoni.
Allo stesso modo, analisti del settore indicano che laptop, televisori e altri dispositivi elettronici potrebbero vedere i loro prezzi aumentare tra il 4% e l’8%, un impatto diretto della crescita dei costi dei chip di memoria.
Questa dinamica lega strettamente l’andamento delle memorie a quello dei dispositivi di consumo: se le Ram costano di più, gli smartphone con più memoria – spesso un elemento chiave nelle strategie di marketing – saranno inevitabilmente più cari.

Quanto costano oggi tre kit Ram 

Per dare un’idea concreta di come si stanno muovendo i prezzi nella realtà del mercato italiano ed europeo, guardiamo tre prodotti specifici di memoria Ram Ddr5 da 32 Gigabyte. Si tratta di modelli ampiamente utilizzati sia dagli appassionati di Pc sia da chi costruisce o aggiorna un sistema desktop.
Il primo è il Corsair Vengeance RGB DDR5 32 Gigabyte, il kit che abbiamo utilizzato nel nostro approfondimento dedicato all’installazione in locale dell’intelligenza artificiale. Questo modulo, che a novembre si recuperava online a meno di 200 euro, oggi tocca quasi i 500 euro. Un balzo significativo che rispecchia l’aumento dei costi della Ram su scala globale.

Un’alternativa simile è il Patriot Viper Venom Ddr5 32 Gigabyte. Anche questo prodotto, che tradizionalmente si collocava in una fascia attorno ai 200 euro, si aggira oggi intorno ai 500 euro, un incremento riscontrabile anche per i modelli Ddr5 con frequenze elevate.
Infine il Crucial Pro Ddr5 32 Gigabyte, similmente quotato in fascia alta, con offerte che si attestano spesso oltre i 470-500  euro, a seconda della disponibilità e del rivenditore (contro i poco più di 200 euro necessari a novembre 2025).
Questi prezzi sono indicativi e possono variare per disponibilità e politica commerciale del negozio, ma evidenziano un punto chiaro: la Ram è diventata un investimento non banale per chi costruisce o aggiorna un Pc, con costi spesso molto superiori rispetto ai livelli pre-crisi.

Gli Ssd non restano indietro

Non sono solo le Ram a soffrire. I prezzi degli Ssd sono anch’essi in aumento. Gli incrementi nei costi delle materie prime si riflettono immediatamente nei listini dei modelli più richiesti. Molti analisti segnalano che i prezzi delle Nand stanno crescendo a un ritmo che si traduce in aumenti dei prezzi degli Ssd consumer e professionali fino a oltre il 40% nel primo periodo del 2026.
Questa situazione si aggiunge a una cronica scarsità di offerte nei segmenti ad alta capacità, dove le richieste per uso professionale e per data storage AI tendono ad assorbire gran parte della produzione disponibile. Il risultato è che anche gli Ssd da 1 Terabyte o più, un tempo a buon mercato, possono costare cifre significativamente più alte rispetto a un anno fa, tanto che gli utenti sono costretti a valutare versioni con capacità inferiori o ad aspettare offerte specifiche.

Le prospettive per il resto del 2026 non sono di sollievo immediato. Le principali società di analisi prevedono che l’equilibrio tra domanda e offerta resterà sbilanciato per buona parte dell’anno, con prezzi delle Ram ancora in crescita nei prossimi trimestri, prima di poter ipotizzare una stabilizzazione, forse solo verso la fine dell’anno o addirittura nel 2027.
Se questi scenari si concretizzeranno, allora non soltanto i singoli componenti continueranno a costare di più, ma sarà inevitabile vedere anche i costruttori di dispositivi finali – dai notebook ai PC gaming – adeguare i loro prezzi di vendita al pubblico.
Per i consumatori finali, questo significa che l’epoca in cui era possibile acquistare componenti di alta qualità a prezzi in costante diminuzione potrebbe essere temporaneamente sospesa. Chi ha bisogno di aggiornare o comprare un nuovo dispositivo nei prossimi mesi dovrà fare i conti con listini più alti e una disponibilità non sempre omogenea, con un mercato in cui l’imperativo sarà non aspettare troppo per non pagare ancora di più.

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28 gennaio 2026 ( modifica il 28 gennaio 2026 | 15:15)