di
Gaia Piccardi

I crampi di Alcaraz, oggi: lo spagnolo vince i primi due set e inizia ad accusare dolori alle gambe. Le proteste del tedesco per il medical time-out: «È incredibile che venga curato per i crampi, è una str…». Il terzo set perso e la ripresa nel quarto. Si va al quinto. Poi Sinner contro Djokovic

DALLA NOSTRA INVIATA
MELBOURNE – Rovente, poi freddoloso, comunque meteoropatico, affascinante Australian Open. Il malore per il caldo umido, questa volta, colpisce Carlos Alcaraz. Avanti di due set (6-4, 7-6) con il tedesco Sascha Zverev nella semifinale di oggi – venerdì 30 gennaio – del primo Slam della stagione, due parziali dominati con il carisma del capo branco che l’avversario patisce moltissimo, sul punteggio di 4-4 nel terzo il numero uno del mondo ha un passaggio a vuoto. Si avvicina al box presidiato da Samu Lopez, il coach che ha preso il posto di Juan Carlos Ferrero dopo il divorzio di dicembre: «Non so cosa mi sta succedendo – dice -, ho vomitato. Devo prendere qualcosa?». Il caldo umido di Melbourne, dopo i violentissimi crampi di Jannik Sinner con l’americano Spizzirri, colpisce ancora.

Le semifinali degli Australian Open, in diretta



















































Carlitos perde di colpo tutta la sua reattività. Diventa lento, molto poco mobile, si ferma spesso come per stirare la gamba destra. Non è chiaro se si sia infortunato, complice la disidratazione, o se abbia i crampi (per i quali non è consentito chiedere il medical time out ma solo l’intervento del fisioterapista al cambio di campo, per un massimo di tre volte). Gioca da fermo: a furia di smorzate, approfittando della confusione mentale di Zverev che sospetta che l’avversario stia facendo apposta, tiene il servizio. 5-4. 

Alcaraz a quel punto chiede il medical time out, mentre il tedesco sfoga tutta la sua frustrazione contro il giudice arbitro: «Non sono crampi! È una str…! Stai proteggendo questi due ragazzi in ogni modo!» sbraita alludendo anche a Sinner, l’altro predestinato salvato al terzo turno dalla chiusura del tetto del centrale.

Il caos in campo è notevole. Entra il fisioterapista del torneo e comincia a massaggiare vigorosamente la coscia destra di Alcaraz, poco più in basso del punto in cui si era infortunato Musetti con Djokovic. 

Il game successivo, con Zverev al servizio, è uno strazio: lo spagnolo non riesce a correre, trascina la gamba. Sul 6-5 rientra il fisio, altro massaggio. Si procede così, fino al 6-6, con Carlitos che prova a prendere tempo nella speranza di riacquistare la piena efficienza. Il tie break è facile preda di Zverev (7-3). Lo psicodramma va al quarto set.

Adesso Carlitos sembra rinfrancato. Il centrale non è più inondato dal solleone, la temperatura dell’aria diminuisce, la situazione si normalizza. «Resta positivo» gli consiglia Lopez. 

Alcaraz, che non è più il fuoriclasse elettrico dei primi due set ma nemmeno il giocatore semovente del terzo, ricomincia a macinare tennis. I suoi delicati equilibri sono alterati, la prima di servizio evapora: è l’uncino di dritto a tenerlo agganciato al match. Anche Zverev si è calmato, non si lamenta più. 

Carlitos ritrova il sorriso, a lungo perso, chiede il sostegno del pubblico, che stravede per lui. Lo ottiene. Sul 5-4 Zverev, lo spagnolo domanda al suo team il permesso di mangiare: qualche boccone di barretta proteica. Che abbia appetito è buon segno. Però rimane un Alcaraz spento, depotenziato. Ma vivo. Si issa 5-5, sostenuto da tutto lo stadio. Al cambio di campo del 6-5, Zverev si prepara la puntura di insulina e ne approfitta per dire alla giudice di sedia che si sente preso in giro. Ed eccoci al terzo tie break della semifinale, che inizia quando scoccano le quattro ore di gioco. 

Lo spagnolo recupera il mini break iniziale con una bella risposta incrociata di rovescio (2-2), tenta la fuga con un servizio vincente (4-3) ma non gli riesce. È Zverev a procurarsi il set point grazie a un rovescio esanime in rete del rivale (6-4). Chiude con un gran dritto. 7-6. Non è finita, non ancora. Quinto set.

Articolo in aggiornamento…

30 gennaio 2026 ( modifica il 30 gennaio 2026 | 09:35)