Striscia la Notizia non è affatto finita. A pochi mesi dal primo stop dopo 37 ininterrotti anni di messa in onda, il tg satirico più famoso della tv italiana torna con un nuovo, inedito, appuntamento in prima serata. Cinque puntate (e se andranno bene, chissà, magari di più…) dopo La Ruota della Fortuna, con la mitica coppia Greggio-Iacchetti alla conduzione. La prima serata ha inaspettatamente superato il 18% di share, nel secondo appuntamento si punta ancora più alto, con ospiti a dir poco d’eccezione. Le nostre pagelle alla puntata di giovedì 29 gennaio.

Checco Zalone è l’unico davvero divertente. Voto: 9

Ad aprire questa seconda serata di Striscia la Notizia – La voce della presenza è, pur nolente, Checco Zalone. Al comico pugliese, l’indefesso Valerio Staffelli consegna il mitico Tapiro d’Oro. Perché? Perché il suo Buen Camino non è ancora riuscito a raggiungere i 100 milioni di euro d’incassi al botteghino. Zalone è intercettato dall’inviato Mediaset mentre si trova in compagnia di Gennaro Nunziante, che del fenomeno cinematografico del momento è il regista.

Checco Zalone, in pochi minuti e senza essersi preparato, elargisce anche delle battute più brillanti e divertenti dell’intera serata. E bisogna riconoscere un certo talento comico anche a Nunziante, che di mestiere fa tutt’altro. Magari i 100 milioni non arriveranno, per stavolta, ma il successo è senz’altro meritato. Un bel 9 per Checco.

Le veline, fuori tempo massimo. Voto: 0

Nell’anno 2026 è davvero necessario avere ancora le veline. Serviva davvero tirar fuori un ruolo che è diventato simbolo di un’intera categoria di donne oggettificate e spersonalizzate? E, come se due non fossero abbastanza, la Striscia versione prima serata di veline senza nome, tutte strizzate in attillatissimi e scosciati body glitterati, ne prevede persino 6. Brevi e insignificanti stacchetti che nulla aggiungono al programma, ma che hanno un effetto decisamente potente sul nostro sistema nervoso. Le ragazze non c’entrano nulla, ma a chi ha deciso di relegarle al ruolo di veline spetta il nostro 0 tagliato.

Greggio e Iacchetti, sempre i soliti. Voto: 5

Sintonizzandosi su Striscia la Notizia, si ha l’impressione di essere tornati indietro ad almeno una ventina d’anni fa. Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti si cambiano d’abito (entrambi in un elegantissimo smoking in vista del prime time), ma il resto è tutto uguale. Gli sketch sono quelli di sempre, il piglio comico sembra immune al tempo che passa, l’approccio resta quello, invariato e inalterato.

D’altronde priva di graffi è anche la sintonia che esiste tra i due, il ritmo incalzante e la capacità di attirare senza sosta l’attenzione di coloro che stanno dall’altra parte dello schermo. I conduttori sono navigati, esperti, capaci, insomma bravi. Peccato manchino di quella capacità che caratterizza tutti i più grandi, quella di sapersi rinnovare senza snaturarsi. Loro, al contrario, restano radicati ai tempi che furono e, per questo, sono rimandati.

Lorella Cuccarini torna showgirl. Voto: 7

È ormai parecchio tempo che siamo abituati a vedere Lorella Cuccarini quasi solo in mezzo busto, seduta dietro i banchi di Amici di Maria De Filippi, nel defilato – seppur battagliero – ruolo di insegnante. Stasera, Lorella torna a ricoprire il ruolo che l’ha resa un pilastro della televisione italiana: la showgirl. Prima di tutto, balla, ballicchia, si scatena e si dimena, e nel farlo coinvolge tutto lo studio, conduttori compresi, senza dimenticare neppure le veline.

Di Greggio e Iacchetti non è solo ospite ma spalla, terzo vertice di un triangolo che funziona. E Lorella Cuccarini si merita anche un nuovo format tutto per lei, la “Cuccarini che cucca”, la storia di una sorta di supereroina detective che sconfigge i malvagi con il potere dei suoi outfit. Parliamo di qualcosa di innovativo? No. Moderno? Neppure. Davvero divertente o, per lo meno, coinvolgente? Per niente. Nonostante ciò Cuccarini fa quel che le è richiesto dal format, e lo fa bene. Bocciarla, insomma, sarebbe ingiusto.

Gerry Scotti attacca l’eterno rivale. Voto: 8

Gerry Scotti è ormai l’Enrico Mentana di Mediaset. Ci si chiede quando si riposi, se abbia mai il tempo di tornare a casa o viva negli studi di Cologno Monzese. Il conduttore è costantemente in onda e, appena un’ora dopo aver concluso l’ultima puntata de La Ruota della Fortuna, torna in video ospite speciale di questo secondo appuntamento con Striscia la Notizia. Non è ovviamente una prima volta: di Striscia, Gerry resta uno dei conduttori più affezionati.

“Ho imparato più negli studi di Striscia la Notizia che in tutti gli anni di studio che ho fatto”, esordisce l’ex padrone di casa. Arriva sentimentale, nostalgico, quasi serioso, ma bastano pochi minuti per ricredersi. “Non posso giocare senza Samira” afferma, e via che Greggio e Iacchetti sono pronti a indossare due parrucche ricce. E le prese in giro non sono finite qui.

Cavalcando l’ormai annosa rivalità tra La Ruota e Affari Tuoi, il satirico team Mediaset chiama Stefano De Martino a sfidare in diretta l’eterno rivale. Sarebbe stata una trovata accattivante, peccato che, l’imitatore del ballerino Rai pensi che riprodurre il rumore di un peto sia qualcosa di adatto alla prima serata televisiva (o alla televisione in generale). Questa, però, non è colpa di Scotti. Lui risponde a tono: “Noi non ci diamo arie”, pur senza perdere l’occasione di prendersi indirettamente gioco del suo antagonista. Un 8 se lo merita per la professionalità, ma non di certo per il fair play.

Gabriel Garko, un pizzico di speranza. Voto: 6

Gabriel Garko è arrivato a Striscia la Notizia con una missione: promuovere la nuova fiction di cui è protagonista, comprensibile pubblicità interna alla rete. L’attore non si scompone, due chiacchiere veloci, un balletto e torna a casa. Quasi neanche si sforza di sorridere alle trite battute dei conduttori dello show. Tuttavia, si è meritato una promozione e una pacca sulla spalla per la scelta di offrire alle povere veline per lo meno la possibilità di comunicare al pubblico il proprio nome. Il gesto è stato piccolo, ma a noi basta poco. Visto l’andazzo, ci accontentiamo del minimo. Lo stesso minimo sufficiente che Garko si prende in pagella.

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