È impossibile leggere le dichiarazioni dei soggetti coinvolti, a vario titolo, nel progetto del Nobel Center di Stoccolma, annunciato in questi giorni e in costruzione dal 2027, senza scorgere riferimenti alle tensioni in atto nello scacchiere globale e un richiamo al valore della ricerca, dello studio e della condivisione del sapere. Sorta nel 1900 sulla base delle disposizioni testamentarie del chimico e filantropo svedese Alfred Nobel, la fondazione a lui intitolata ne gestisce il patrimonio e si occupa dell’assegnazione dei riconoscimenti annuali. Una mission, finita negli ultimi mesi al centro del dibattito globale per effetto delle pressioni esercitate dal presidente statunitense Trump (autocandidatosi al Premio alla Pace), che d’ora in poi l’istituzione privata intende consolidare anche dotandosi di una sede senza precedenti.

A Stoccolma la Nobel Foundation vuole costruire la sua “casa”

Secondo la presidente della Nobel Foundation, Astrid Söderbergh Widdin, da questo progetto prenderà vita “un importante luogo di incontro, un fulcro del mondo accademico internazionale, dove la Svezia, grazie al forte appeal del Premio Nobel, occupa una posizione centrale (…)”. Affidato alla progettazione dello studio David Chipperfield Architects di Berlino, il centro nella sua totalità (allestimenti interni inclusi) sarà finanziato dalla Erling-Persson Foundation e dalla Knut and Alice Wallenberg Foundation: l’investimento annunciato è pari 2,3 miliardi di corone svedesi (su 2,5 stimati; la quota restante sarà versata dall’organizzazione committente), equamente suddivisi. 

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Strategica la scelta del lotto in cui, a partire dal 2027, verrà eretta la struttura. Il Nobel Center, si insedierà infatti lungo il molo dinanzi al Baltico, sullo Stadsgårdskajen, in un terreno originariamente destinato ad accogliere un complesso per uffici. Aperto a tutti, tutto l’anno, il centro non ospiterà la cerimonia di premiazione né il tradizionale banchetto dei Nobel, che continueranno a svolgersi nelle sedi in uso, ovvero la sala da concerti di Stoccolma e il municipio.

Nobel Center. Upper level with framed views towards the archipelago and the city © Onirism/Nobel Prize OutreachNobel Center. Upper level with framed views towards the archipelago and the city © Onirism/Nobel Prize Outreach
Il progetto del Nobel Center a cura dello studio David Chipperfield Architects

Atteso entro il 2031, il polo targato Nobel sarà “la prima sede dedicata alle attività legate al Premio” ha precisato il pluripremiato architetto David Chipperfield, che lo ha paragonato a “una casa aperta alla scienza, alla letteratura e al dialogo. Data la sua posizione privilegiata sul lungomare di Slussen, ha una presenza civica distintiva, radicata nella sua posizione e nella vita quotidiana della città, riflettendo al contempo il significato più ampio del Premio Nobel. In un momento in cui la competenza e il dibattito informato sono più vitali che mai, la nostra speranza è che il Nobel Center si ergerà come uno spazio resiliente di conoscenza e scambio” ha inoltre aggiunto, ponendo così l’accento anche sul significato simbolico dell’operazione. Affacciato sul lungomare della capitale svedese, in un tratto facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, a piedi, in bicicletta o in barca e destinato ad accogliere la cosiddetta “museum promenade”, dal punto di vista architettonico l’edificio disporrà di quattro volumi interconnessi, leggermente sfalsati tra loro. Oltre alle terrazze con copertura e alle generose vetrate, aperte anche verso il canale, sarà caratterizzato dal rivestimento in mattoni delle facciate. Una scelta non casuale: si tratta infatti di un materiale distintivo del patrimonio architettonico classico della capitale, che nella tonalità rossa identifica già numerosi edifici, incluso il citato municipio.

Nobel Center. Panoramic view from the north © Onirism/Nobel Prize OutreachNobel Center. Panoramic view from the north © Onirism/Nobel Prize Outreach
L’impatto urbano del Nobel Center sul lungomare di Stoccolma

La realizzazione del Nobel Center genererà dirette ricadute nello spazio pubblico circostante; in particolare il piano d’ingresso è stato concepito come naturale prosecuzione della passeggiata esterna. Tra i servizi previsti in questo livello, immaginato come trasparente e permeabile da più punti, anche un ristorante. All’interno è già stato reso noto che il fiore all’occhiello dell’area espositiva permanente sarà il testamento autografo di Alfred Nobel; mostre temporanee, conferenze, eventi culturali legati agli ambiti di ricerca dei Premi Nobel saranno tra gli eventi ciclicamente ospitati. Per Hanna Stjärne, direttrice esecutiva della Nobel Foundation, questo nascente polo sarà “un simbolo internazionale di conoscenza: accogliente e aperto a tutti. Gli sforzi dei vincitori del Premio Nobel dimostrano come la conoscenza possa cambiare il nostro mondo. Ciò che oggi è impossibile potrebbe diventare possibile domani. Il nostro obiettivo è rendere questo potere accessibile a più persone. Sarà una casa per la scienza, la letteratura e la pace, un fulcro di ciò che i Premi Nobel rappresentano e una fonte di ispirazione non solo per i visitatori attuali, ma anche per le generazioni future”. 

Valentina Silvestrini

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