“Laddove siamo legalmente obbligati a fornire chatbot AI tramite l’Api aziendale di WhatsApp, stiamo introducendo prezzi per le aziende che scelgono di usare la nostra piattaforma per fornire tali servizi”, dichiara Meta. “L’emergere di chatbot di intelligenza artificiale sulle nostre Business Api ha messo sotto pressione i nostri sistemi, che non erano stati progettati per supportare questo tipo di utilizzo. L’Autorità italiana parte dal presupposto che WhatsApp sia, in qualche modo, un app store di fatto. I canali di accesso al mercato per le aziende di IA sono gli app store, i loro siti web e le partnership di settore, non la piattaforma WhatsApp Business. Faremo ricorso” – ha proseguito Meta. Aziende come OpenAI, Perplexity e Microsoft avevano già comunicato che i loro bot su WhatsApp non avrebbero più funzionato dopo il 15 gennaio invitando gli utenti a utilizzare altre piattaforme.