C’è un legame strettissimo tra la salute della colonna vertebrale e il tempo trascorso davanti a agli schermi di smartphone, tablet e pc. Per ogni ora di utilizzo quotidiano di dispositivi elettronici, il rischio di lombalgia nei bambini e negli adolescenti aumenta del 26%. È un meccanismo a catna dovuto non solo alla postura flessa prolungata – definita dagli esperti ‘Text Neck’ o ‘I-Posture’ – ma anche alla riduzione drastica dell’attività fisica, come sport e passeggiate all’aria aperta

È alta l’attenzione della medicina riabilitativa sui problemi dei bambini e dei ragazzi, che durante lo sviluppo vivono una fase tra le più delicate per quanto riguarda problemi alla colonna vertebrale come scoliosi e lombalgia. Il 20% dei ragazzi soffre o ha sofferto di mal di schiena e gli esperti avvertono: bisogna sfatare i falsi miti

Durante l’età evolutiva rappresenta un sistema in costante trasformazione, che può dare problemi. Dalla deformazione della colonna vertebrale della scoliosi idiopatica che compare durante lo sviluppo ai dolori nella zona lombale, spesso legato a cause muscoloscheletriche come contratture, posture scorrette o sforzi prolungati. 

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I fattori di rischio: obesità, genetica, stress e ansia

“In questo contesto, la scoliosi idiopatica e la lombalgia emergono non solo come sfide cliniche, ma come fenomeni complessi che richiedono una comprensione profonda delle dinamiche tridimensionali del rachide”, spiega Andrea Bernetti, professore di Medicina fisica e riabilitativa dell’Università del Salento.

“Si stima che circa il 20% dei giovani abbia sofferto di mal di schiena in modo persistente o ricorrente. I fattori di rischio – continua – includono, fra gli altri: l’obesità, la genetica, ma soprattutto lo  stile di vita sedentario e i fattori psicologici i come lo stress e l’ansia. Un dato allarmante emerso dalla ricerca recente riguarda il legame tra ‘screen time’ (tempo trascorso davanti a schermi di smartphone, tablet e Pc) e dolore lombare”.

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“Il rischio di lombalgia aumenta davanti a pc e smartphone”

“Una meta-analisi del 2024 ha rilevato che per ogni ora addizionale di utilizzo quotidiano di dispositivi elettronici, il rischio di lombalgia nei bambini e negli adolescenti aumenta del 26%. Il meccanismo patogenetico è legato non solo alla postura flessa prolungata, ma anche alla riduzione drastica dell’attività fisica”, sottolinea Bernetti, presidente del convegno ‘Schiena in salute: prevenzione e terapia dall’infanzia all’età adulta’, che si terrà a Lecce il 31 gennaio all’Istituto scolastico Marcelline. 

Un convegno a scuola per sensibilizzare le famiglie

Gli esperti si riuniranno sabato 31 gennaio a Lecce per affrontare il tema della salute della schiena nei giovani e, per sensibilizzare le famiglie, hanno organizzato il convegno ‘Schiena in salute: prevenzione e terapia dall’infanzia all’età adulta’ all’interno di una scuola. 

L’evento – che vede il patrocinio dell’università del Salento, della Simfer (Società italiana di medicina fisica e riabilitativa) di cui Bernetti è segretario generale e dell’Asl Lecce – rappresenta un’occasione di approfondimento e confronto in tema di scoliosi e lombalgia.

In particolare, è prevista la lettura magistrale di Stefano Negrini, ordinario di Medicina fisica e riabilitativa e principale ricercatore al mondo sulla scoliosi, oltre all’intervento dello stesso Bernetti sull’inquadramento diagnostico terapeutico della lombalgia. “L’idea di organizzare un convegno in un plesso scolastico – dice Bernetti – nasce proprio da questi presupposti, con l’intenzione di sensibilizzare anche famiglie, studenti e professori su tematiche così delicate ed importanti.

Stop ai falsi miti. Nuoto, tennis e scherma: fanno bene o male? 

“L’obiettivo – racconta Bernetti – è anche quello di scardinare falsi miti come ad esempio quello che il nuoto sia indicato per la scoliosi, quando invece indagini condotte da ricercatori internazionali hanno dimostrato che il nuoto non può essere considerato una terapia per la scoliosi e, in determinate condizioni, può persino risultare controindicato”. Tra le fake news da smontare, anche gli sport considerati pericolosi. “Parallelamente al mito del nuoto, permangono preoccupazioni diffuse riguardo all’uso degli zaini scolastici e alla pratica di sport considerati ‘pericolosi’ come il tennis o la scherma”, dice Bernetti. 

Zaino pesante, una paura da sfatare: non porta alla scoliosi

“L’idea che uno zaino troppo pesante possa essere la causa scatenante della scoliosi è stata smentita da numerosi studi. Uno zaino dal peso eccessivo – sottolinea il presidente del convegno – può causare affaticamento muscolare, cattiva postura temporanea o lombalgia, ma non modifica la struttura ossea delle vertebre in modo tale da generare una deformità scoliotica, anche se sicuramente è un fattore di rischio per lo sviluppo di condizioni dolorose del rachide. La raccomandazione scientifica attuale non è quella di eliminare lo zaino, ma di ridurre il peso eccessivo e al contempo favorire uno stile di vita attivo che renda la schiena capace di sopportare i carichi quotidiani“.

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