di
Dimitri Canello

Il racconto dell’11enne alla mamma quando è arrivato a casa: «L’autista mi ha chiesto il biglietto olimpico, il carnet non bastava e mi ha fatto scendere»

Scossa ma allo stesso tempo rinfrancata, perché quella terribile esperienza fortunatamente ha avuto un lieto fine. Chiunque sia genitore non può non immedesimarsi nel racconto di S. V., madre del bambino di 11 anni che ha percorso sei chilometri a piedi martedì 27 gennaio all’imbrunire e sotto la neve per parte del tragitto per raggiungere casa a Vodo di Cadore (Belluno) dalla vicina San Vito, sede del suo istituto scolastico.

«Era stravolto e piangeva»

Questo perché un autista di «La Linea Spa», in subappalto da DolomitiBus per la linea 30 Calalzo – Cortina, lo aveva obbligato a scendere non essendo in possesso del nuovo titolo di viaggio da 10 euro entrato in vigore per il periodo olimpico: «Quando è arrivato – racconta la madre – per me è stata una liberazione. Era stravolto, piangeva, aveva le labbra blu ed era in ipotermia. Lui mi ha raccontato in lacrime quello che era successo: “L’autista mi ha chiesto il biglietto speciale, il carnet di biglietti non bastava. E allora mi ha fatto scendere dal bus”».



















































Percorso tante volte insieme

Quel tragitto il ragazzino lo conosceva: «In estate la ciclopedonale che collega San Vito di Cadore a Vodo l’avevamo percorsa tante volte insieme». Durante il tragitto è iniziato a nevicare e la strada non era stata pulita. «I jeans si sono bagnati», ha raccontato alla mamma. «Quando è tornato a casa – prosegue mamma – era in ipotermia e aveva 35 di temperatura corporea. Aveva due zaini sulle spalle lungo il tragitto, uno che conteneva i libri di scuola, l’altro l’occorrente per l’ora di educazione fisica. Non aveva cellulare, perché a scuola è vietato portarlo, quindi non è riuscito a chiamarci. Rispetto all’ora in cui torna normalmente, è arrivato a casa oltre un’ora e mezzo dopo, quando erano già passate le 18 e fuori era già buio e nevicava. Io pensavo e ripensavo, ero preoccupatissima, a volte era tornato più tardi perché aveva perso un autobus ed era stato costretto ad aspettare quello successivo, ma così tardi mai».

«Sto bene, ho rivisto i miei compagni»

In quei lunghissimi minuti, mille pensieri si sono accavallati nella mente, fino a quando alla porta non è comparso l’amato figlio: «Quando l’ho visto tornare – chiude il racconto la donna – per me è stata una liberazione.. Il giorno dopo, mercoledì, non stava ancora bene, lo abbiamo tenuto a casa da scuola per dargli modo di riprendersi da questa terribile avventura. Giovedì è tornato a scuola. “Sto bene, ho rivisto i miei compagni”, mi ha detto nel pomeriggio».

Autista sospeso

Di sicuro, una disavventura che non potrà dimenticare tanto facilmente. E per la quale la famiglia intende andare fino in fondo dopo aver sporto querela per abbandono di minore, mentre la Procura di Belluno ha aperto un’inchiesta sull’accaduto. L’uomo, in servizio sulla linea 30 tra Calalzo e Cortina, è dipendente della società veneziana La Linea che esegue il servizio in subaffidamento, è stato sospeso in via precauzionale. Durante il periodo olimpico per viaggiare sulla linea 30 serve un biglietto olimpico da 10 euro mentre il ragazzino aveva un carnet con titoli di viaggio da 2,5 euro.


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30 gennaio 2026 ( modifica il 30 gennaio 2026 | 15:55)