di
Paolo Condò
I nerazzurri possono trovarsi prima in classifica, ottavi di coppa, e se non si farà sorprendere dal Torino in semifinale di Coppa Italia
Qual è il compito del Napoli ora che la fase a gironi delle coppe è finita, e il suo status di campione d’Italia fa a pugni con l’evidenza di aver concluso già a gennaio — unica delle nostre — il percorso europeo? Vincere lo scudetto è una risposta impervia, perché i 9 punti di distanza dall’Inter non autorizzano progetti in tal senso. Il dovere del Napoli è quindi la qualificazione alla Champions, pietra angolare attorno alla quale si chiariranno le domande ancora inespresse. 1) Conte resterà? Il dubbio è lecito visto che a parte i tre anni alla Juve, non è mai andato oltre i due. 2) McTominay verrà difeso? Dalla Premier verrà certamente qualcuno con offerte milionarie, perché è incredibile come gli inglesi se lo siano lasciato scappare. 3) Ci sarà un tentativo convinto di reinserire De Bruyne? Calcolando che calpesta le stesse zolle di McTominay, al rientro non sarà lo scozzese a doversi adeguare.
Si diceva del margine dell’Inter, cui solo il Milan scorge la targa. Il sollievo di essersi risparmiati Mourinho nei playoff dovrebbe condurre la squadra oltre l’ostacolo (non basso) del Bodo, e a quel punto si troverebbe dov’era dodici mesi fa: prima in classifica, ottavi di coppa, e se non si farà sorprendere dal Torino in semifinale di Coppa Italia. Non sceglierà, non è da Inter scegliere, ma il vantaggio accumulato, e se possibile incrementato, in campionato dovrebbe fungere da garanzia. Chivu sa che ci vuole lo scudetto per sanare il vulnus dell’anno scorso, e avviare un suo ciclo originale. Chi proverà a contenderglielo fino in fondo sarà il Milan, perché non si cerca di prendere una punta costosa (Mateta) se quella economica (Fullkrug) non ti ha convinto che lo scudetto sia possibile. Ad Allegri restano 16 gare, dunque nessuna esigenza di turnover. Due partite in meno le ha in calendario la Roma, unica promossa senza playoff, protagonista del mercato più vivace — Malen il top di gennaio —, convinta da Gasperini a dotarsi delle forze necessarie per inseguire tutto. Si va in Champions anche attraverso la vittoria dell’Europa League, per dire. Basta prendere una decisione netta sul rinnovo di Dybala, per evitare che la questione avveleni la primavera. È una scelta che la Juve fece a suo tempo, quando non lo trattenne, ed è ancora di contratti che inevitabilmente si parlerà a margine delle partite, perché Spalletti e Yildiz sono due asset da blindare. E oltre al quarto posto, due incastri di Champions — dopo il Galatasaray, il tabellone potrebbe proporre Tottenham e Chelsea — e la Coppa Italia introdurrebbero discorsi di durata oggi impensabili.
Nelle urne è andata maluccio all’Atalanta, che sta ascoltando le offerte estere per Lookman a conferma di una storia sfumata, e che domani si batterà con il Como per garantirsi altra Europa. E proprio il Como, tra Fabregas, Paz e Perrone, è chiamato a correre più veloce delle ambizioni dei suoi singoli. Il Bologna ha buone chance di passare il playoff europeo, ma se dovessimo indicare il suo vero traguardo diremmo un’altra Coppa Italia. La Fiorentina, infine, avrebbe una strada spianata in Conference: ma finché non si sarà portata in salvo, la testa rimarrà in serie A.
31 gennaio 2026 ( modifica il 31 gennaio 2026 | 07:35)
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