di
Aldo Grasso
I «temi cardine» del racconto — il confronto tra culture, il problema della casa, i disagi dei subaffitti — diventano solo enunciazioni, senza mai prendere corpo nel vivo dela narrazione
Dopo il successo di «Mare fuori» mi ero fatto l’idea che le «Serie Original» di RaiPlay fossero una sorta di laboratorio sperimentale, un esempio di buon uso dello streaming: prima si trasmette la serie completa sulla piattaforma per un pubblico più giovane e poi la si ripropone su un canale lineare per un pubblico più tradizionale.
Dando una scorsa al catalogo, ho come l’impressione che l’incanto di «Mare fuori» per ora si sia spezzato. Così ho virato su «L’appartamento sold out», otto episodi firmati da Giulio Manfredonia e Francesco Apolloni.
L’idea è quella di una «favola moderna sull’integrazione e sull’accettazione di sé e degli altri, con il tono della commedia, del divertimento e della leggerezza», ma, appunto, resta solo un’idea.
Tre coppie — una di trentenni tunisini, una di giovani indiani ma italiani di seconda generazione e la terza composta da un padre (Giorgio Pasotti) e una figlia di tredici anni (con una vita precedente a Monteverde) — si ritrovano, a causa di una truffa, a condividere lo stesso appartamento nel popolare quartiere romano di Centocelle.
Questa convivenza forzata costringerà tutti i personaggi a rivedere e riorganizzare la propria vita, a mettere in discussione le proprie credenze e convinzioni: cambi di punto di vista non attesi, ma necessari.
Questo nelle intenzioni, nella «favola moderna». Poi però bisogna confrontarsi con la recitazione, con la scrittura e con la trama.
Il fragile equilibrio della coabitazione verrà raggiunto solo all’arrivo di un ospite inatteso.
La commedia lascia ben presto il posto agli stereotipi più classici della soap opera e i cosiddetti «temi cardine» della narrazione — e cioè il confronto tra culture, il problema della casa, i disagi dei subaffitti — diventano solo enunciazioni, senza mai prendere corpo nel vivo del racconto.
Così la riflessione sull’inclusione sociale resta solo un buon proposito.
Nel cast, oltre a Pasotti, ci sono Liliana Fiorelli, Mohamed Zouaoui, Nina Sciarappa, Beatrice Sandri, Brayan Palliyagoda, Mimi Karbal, Francesco Apolloni, Stefano Ambrogi, Matteo Santorum e Tommy Kuti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
31 gennaio 2026
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