Il paesaggio puro con il teleobiettivo e la foto «street» da via Oropa. Una fredda mattina d’inverno il gioco di distanze e prospettive racconta una storia
Una vista familiare e onnipresente, a volte sembra di poterla sfiorare con le dita. Invece sorge in un punto della collina quasi selvaggio, a due ore di marcia dal centro. Il rapporto ambivalente di Torino con la Basilica di Superga è raccontato da una serie di scatti pubblicati su Instagram da Valerio Minato.
«Stamattina la visuale da Via Oropa era così – scrive il fotografo – In questo carosello non vedete solo un panorama imbiancato, ma la dimostrazione di come la focale possa cambiare il senso di una storia: Il paesaggio puro (la compressione): con un teleobiettivo spinto Via Oropa scompare, i palazzi svaniscono e la distanza tra me e la collina si azzera. Superga smette di essere un punto d’arrivo lontano e diventa un’architettura sospesa nel nulla, un’icona solitaria immersa nel bianco. Lo sguardo street (Via Oropa): accorciando la focale la prospettiva è ampia. Vediamo i palazzi che fanno da cornice, i passanti che diventano protagonisti e osservatori della scena. Qui Superga è una presenza protettiva ma lontana; è la città la vera protagonista, con i suoi ritmi che sfidano una fredda mattinata di gennaio».
30 gennaio 2026 ( modifica il 30 gennaio 2026 | 14:26)
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