Scarante: «Molta incertezza sulla tregua in Ucraina»
«Se dobbiamo credere alle parole di Trump e Putin definiamola così» una tregua in Ucraina «ma c’è molta incertezza. E data la situazione attuale della guerra è un passaggio che conta poco. Mancano idee precise da parte di tutti gli attori. L’Europa parla con se stessa e con gli Stati Uniti che a loro volta
trattano con la Russia. C’è una sola certezza: il Cremlino non vuole una tregua duratura partendo dalle conquiste territoriali di oggi. Pretende di più».
Così in un’intervista a Il Resto del Carlino l’ex ambasciatore Gianpaolo Scarante che sottolinea: «È una guerra di logoramento, perde chi crolla prima, non per effetto di una vittoria militare netta della controparte».
Ad una domanda se Putin teme l’arrivo del nuovo pacchetto di aiuti europei all’Ucraina, «certo – risponde – perché consente all’esercito di Zelensky di resistere ancora». Per l’ex ambasciatore, il presidente russo «spera nel crollo politico dell’Ucraina più che in una difficile e netta vittoria militare».
Se sia possibile arrivare ad un vertice a due Mosca – Kiev in un Paese neutro, «non credo che possa realizzarsi a breve», è il suo parere. Quanto alla strategia di Putin, «fornisce segnali di dialogo a corrente alternata, ma in realtà come ogni dittatore basa la propria sopravvivenza su un obiettivo di
vittoria in questo caso militare». Mentre quella di Trump, «deve restare continuamente in movimento per cercare nuove forme di vitalità politica, onde rassicurare il proprio elettorato. Così passa vorticosamente dal dossier Venezuela, alla Groenlandia, all’Iran». E in Ucraina il presidente degli Stati Uniti «cerca a qualunque costo un risultato minimo da esibire al mondo per
confermare la propria capacità politica di uomo di pace che vuole il Nobel». Ma, osserva Scarante, «sulla sostanza delle cose ha già ottenuto ciò che gli interessa: l’accordo per le terre rare con Kiev e intese globali con la Russia concordate forse durante il vertice di agosto in Alaska».