Un gruppo di manifestanti ha lanciato bombe carta, la polizia ha risposto con i lacrimogeni. Antagonisti in azione anche al Campus universitario. Tre cortei erano partiti da luoghi diversi – Palazzo Nuovo, Porta Susa e Porta Nuova – per poi convergere in un’unica sfilata nei dintorni di piazza Vittorio Veneto. La manifestazione era stata indetta contro lo sgombero del centro sociale avvenuto il 18 dicembre scorso

Scontri a Torino dove è in corso la manifestazione nazionale contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna avvenuto il 18 dicembre scorso. Bombe carta, razzi e fuochi pirotecnici sono stati lanciati dai manifestanti e lacrimogeni sono arrivati in risposta dalla polizia, stretta in un fitto cordone a sbarrare loro la strada. I manifestanti hanno anche dato fuoco a un blindato della polizia, da cui gli agenti erano usciti. Al momento sono sei le persone portate negli ospedali di Torino a seguito della manifestazione sfociata in scontri tra frange di manifestanti e le forze dell’ordine. Tre feriti sono stati condotti al Cto e gli altri tre al Giovanni Bosco. Nessuno di loro è grave.
I tafferugli sono iniziati dopo che una parte del corteo è entrato in corso Regina Margherita, dove al numero 47 c’era la sede del centro sociale, deviando dal percorso previsto. A volto coperto, ci sono autonomi e gruppi di anarchici. Erano rimasti fermi prima a lungo, in attesa del buio, per evitare la ripresa dei loro volti da parte delle forze dell’ordine. La polizia ha iniziato poi ad avanzare sia con il personale che con un idrante verso questa piccola parte del corteo, con l’intento di farla arretrare. I manifestanti continuano nel frattempo a lanciare bombe carta, fumogeni e artifizi pirotecnici, utilizzando dei tubi di metallo come mortai. Si tratta di manifestanti completamente coperti, testa e volto compresi, che rilanciano anche i lacrimogeni che arrivano dalla polizia e che utilizzano scudi per ripararsi dall’acqua. I manifestanti hanno poi dato fuoco a una serie di cassonetti per cercare di avanzare verso quella che è stata la sede del centro sociale. Dai dehors dei bar, chiusi, vengono lanciate in strada sedie e tavoli, per sbarrare la strada alle forze dell’ordine. In qualche caso le fiamme sono state particolarmente alte, ma sono state tutte spente. I manifestanti nel frattempo si sono organizzati per continuare a lanciare razzi contro le forze dell’ordine da utensili artigianali. La polizia continua a lanciare lacrimogeni. 

Uso di lacrimogeni e idranti da parte delle forze dell ordine durante il corteo nazionale contro lo sgombero del centro sociale Askatazuna. Torino, 31 gennaio 2026, ANSA/BRUNO BRIZZI

Un momento degli scontri a Torino – ©Ansa

Gli scontri anche al Campus Einaudi

Un gruppo di antagonisti, oltre a quello entrato in corso Regina Margherita, si è staccato dal corteo principale per andare al Campus Einaudi, un campus universitario lungo il fiume Dora. I manifestanti hanno lanciato contro le forze dell’ordine dei fuochi d’artificio e la polizia ha risposto con lacrimogeni. Mentre infuriano gli scontri, la gran parte delle migliaia di persone che hanno sfilato nel pomeriggio si sono disperse, dopo avere seguito il percorso prestabilito. Il blitz degli autonomi dietro la struttura universitaria Campus Einaudi è proseguito con lanci di oggetti, sedie e razzi contro la polizia, che ha effettuato una carica di alleggerimento per cercare di disperdere i manifestanti, oltre a lanciare lacrimogeni. Gli attivisti sono arretrati di qualche decina di metri per poi ricominciare.

Chiorino: “Violenza di Askatasuna è terrorismo, Stato non arretra”

“La violenza premeditata andata in scena oggi a Torino strappa ogni velo: i militanti di Askatasuna si confermano per ciò che sono sempre stati, un gruppo di delinquenti che usa la piazza come strumento di intimidazione e mira deliberatamente a sovvertire l’ordine democratico. Qui non c’è dissenso, non c’è protesta: ci sono solo odio organizzato e terrorismo politico. Perché sì, quella di oggi è violenza di matrice terroristica”, ha detto la vicepresidente della Regione Piemonte, Elena Chiorino. “Chi ha scelto di sfilare accanto a chi aveva apertamente annunciato scontri e devastazioni porta una responsabilità politica e morale gravissima, senza alibi. Alle forze dell’ordine, presidio insostituibile di legalità e sicurezza, va la nostra piena e totale solidarietà: lo Stato è dalla loro parte, oggi come sempre, e non arretrerà di un solo millimetro di fronte alla violenza antagonista”.

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I tre cortei

Nel pomeriggio tre cortei erano partiti da luoghi diversi – Palazzo Nuovo, Porta Susa e Porta Nuova – per poi convergere in un’unica sfilata nei dintorni di piazza Vittorio Veneto. I manifestanti erano circa 15mila, tra cui anche il fumettista Zerocalcare. Gli organizzatori parlano invece di 50mila presenze. “Askatasuna vuol dire libertà – Torino è partigiana. Contro Governo, guerra e attacco agli spazi sociali”, era il titolo della manifestazione. Erano state potenziate le misure di sicurezza, anche alla luce del fatto che durante il corteo del 20 dicembre scorso c’erano già stati scontri. Nella zona di Porta Susa alcuni attivisti si sono inerpicati sulle transenne che avvolgono l’edificio della ex stazione ferroviaria e hanno srotolato lo striscione “Askatasuna vuol dire libertà”. Dopo circa un’ora, lo spezzone di corteo partito da Porta Susa si è ricongiunto ai dimostranti in presidio davanti alla stazione ferroviaria di Porta Nuova. “Siamo 15mila” ha detto uno speaker, mentre l’intero corteo si è avviato verso il Po, per ricongiungersi anche con il terzo spezzone di attivisti, partiti da Palazzo Nuovo occupato. 

Il percorso

Alla vigilia della manifestazione, per esaminare la situazione e definire le misure, si era riunito il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Durante la riunione era stato stabilito il percorso della manifestazione e le modalità di svolgimento. Il corteo unico avrebbe dovuto attraversare il quartiere Vanchiglia e concludersi in zona Regio Parco, individuata dagli organizzatori come area di sosta dei pullman. I manifestanti hanno ricevuto dalle autorità di pubblica sicurezza la prescrizione di rispettare i percorsi senza alcuna deviazione e di “adottare idonee misure per garantire il pacifico e regolare svolgimento della manifestazione in ogni momento”. 

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I divieti

La Prefettura ha fatto sapere che, “tenuto conto di quanto avvenuto in analoghe manifestazioni, durante le quali antagonisti hanno lanciato bottiglie molotov, bombe carta e materiale pirotecnico contro le forze dell’ordine, sono state adottate due ordinanze urgenti a tutela della sicurezza pubblica. La prima dispone il divieto di somministrazione da asporto e di detenzione di bevande in contenitori di vetro o alluminio o comunque atti all’offesa; la seconda vieta la detenzione di oggetti idonei all’occultamento del viso, nonché di fumogeni e materiale esplodente di qualsiasi natura”. Sono previste modifiche della viabilità e lungo il percorso il Comune ha disposto divieti di sosta, oltre ad aver provveduto alla rimozione dei cassonetti della spazzatura. 

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