Rimini, 31 gennaio 2026 – Una donna di 51 anni, residente in Valmarecchia, è morta ieri all’ospedale di Novafeltria dopo oltre un mese di ricoveri e cure. Responsabile del decesso, stando a quanto sarebbe emerso, un severo quadro clinico aggravato da un’infezione da legionella di tipo «comunitario», contratta fuori dall’ambiente ospedaliero e che ha compromesso in modo importante il quadro respiratorio della donna.
Approfondisci:
Legionella: sintomi, cura, dove si prende e prevenzione
La vicenda clinica
La vicenda clinica inizia a fine dicembre, poco prima di Natale, quando la donna si presenta al pronto soccorso di Rimini con una grave insufficienza respiratoria. Le sue condizioni destano subito preoccupazione e lo staff medico attiva immediatamente le procedure previste. Viene sottoposta a una serie di accertamenti diagnostici e i test confermano la presenza del batterio della legionella. Il quadro clinico è serio, tanto da richiedere il ricovero in ambiente intensivo per le cure del caso, necessarie a stabilizzare le funzioni respiratorie. Quando le condizioni sembrano permetterlo, la donna viene spostata nel reparto di medicina dell’ospedale di Novafeltria, più vicino al territorio di residenza.
Una lunga battaglia
Da quel momento in poi, inizia una lunga battaglia. I sanitari tentano in tutti i modi di contrastare l’infezione e le sue conseguenze, che si mostrano particolarmente violente, ma il quadro è già fortemente compromesso. Con il passare dei giorni, la situazione si complica ulteriormente fino all’epilogo, avvenuto il 30 gennaio. Non è stato possibile stabilire con certezza in quale circostanza la paziente abbia contratto l’infezione. Nel momento del suo accesso in pronto soccorso, tuttavia, risultava già positiva alla malattia.
Legionella ‘comunitaria’: dove avviene il contagio
La legionellosi, come noto, è un’infezione batterica causata dal batterio Legionella pneumophila. Nel caso della legionella «comunitaria», il contagio avviene in ambienti abitativi, lavorativi o pubblici, come abitazioni private, condomini, hotel, palestre, uffici o impianti di climatizzazione. Il batterio si trasmette inalando minuscole goccioline d’acqua (aerosol) contaminate, provenienti ad esempio da docce, rubinetti, condizionatori o fontane decorative. La legionella prolifera soprattutto in acqua tiepida, tra i 20 e i 50 gradi, e può rimanere nascosta a lungo negli impianti idrici. I sintomi possono variare. In alcuni casi provoca forme lievi, simili a un’influenza, note come febbre di Pontiac. In altri, come quello della donna di Valmarecchia, può causare polmoniti molto gravi, con insufficienza respiratoria e conseguenze potenzialmente fatali, soprattutto se il quadro clinico è già fragile o se la diagnosi arriva quando l’infezione è avanzata. Nel 2022 in Italia sono stati notificati all’Iss complessivamente 3.111 casi di legionellosi, con un incremento del 14% rispetto all’anno precedente.