di
Marta Blumi Tripodi

Reality show trash, campagne pro-Trump, sostegno a Israele e accuse ai suoi ex soci di essere «troppo woke»: cosa fa oggi l’inventore della musica punk

Da sempre John Lydon è l’emblema vivente del punk. Non solo perché l’ha di fatto inventato con i suoi Sex Pistols, di cui era il frontman con lo pseudonimo di Johnny Rotten – traducibile come «Johnny il marcio» – ma anche perché è noto per le sue uscite a dir poco dirompenti. Che peraltro non accennano a diminuire nonostante dovrebbe avere da tempo raggiunto la soglia della maturità: proprio oggi compie 70 anni, e nel 2026 saranno 50 di carriera. 

Dopo la fine dei Pistols ha continuato a fare musica con la sua nuova band Public Image Ldt, che suonerà all’Alcatraz di Milano il prossimo 26 maggio; nel tempo libero si è dedicato alla sua grande passione, la pittura. Un artista a tutto tondo, insomma. Ma il pubblico anglofono ha avuto modo di osservarlo in azione anche altrove. Nel 2004, ad esempio, aveva partecipato come concorrente a «I’m a celebrity, get me out of here!», la versione inglese dell’Isola dei Famosi: vincitore annunciato, fu espulso con disonore dalla gara per essere fuggito nella giungla insultando il pubblico che non lo aveva eliminato al televoto. L’amore per il trash televisivo permane immutato anche oggi: un paio di settimane fa ha partecipato all’edizione USA de «Il cantante mascherato», in cui travestito da yak cantava brani come «Physical» di Olivia Newton-John o «That’s Amore» di Dean Martin. 



















































Ancora più controverse le sue opinioni in materia di politica e società. Pur avendo un passato da progressista radicale (d’altronde c’è da aspettarselo, da uno che cantava «Anarchy in the U.K.»), da neo cittadino americano nel 2020 ha fatto attivamente campagna per l’elezione di Donald Trump, indossando cappellini e t-shirt MAGA in diverse occasioni: «Sono stufo che il mondo sia governato dai politici di professione», ha detto. Si oppone anche al boicottaggio di Israele da parte della scena musicale internazionale («Finché non vedrò una democrazia nel mondo arabo, non capirò perché la gente solidarizza con loro») e da quando ha riabbracciato la fede cattolica è fermamente contrario ai genitori single e ai matrimoni gay. Dei suoi ex soci Sex Pistols, che l’anno scorso sono tornati in tour con un nuovo cantante, Frank Carter, pensa tutto il peggio possibile; e non per antichi rancori, ma perché «sguazzano in un immaginario woke da film Disney». In un’intervista li ha addirittura definiti «dei clown all’opera». D’altronde, nulla è più punk di essere contro tutto e tutti.

31 gennaio 2026