di
Rinaldo Frignani
«La magistratura faccia la sua parte». Piantedosi accusa la sinistra. Ma la condanna è bipartisan
Dal Quirinale solidarietà ad Alessandro Calista, il 29enne pescarese agente del Reparto mobile di Padova aggredito da dieci antagonisti incappucciati durante gli scontri di ieri a Torino, ma anche a tutte le forze dell’ordine che hanno subito violenze. In serata il presidente della Repubblica Sergio Mattarella telefona al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi chiedendogli di trasmettere la sua vicinanza al poliziotto e ai suoi colleghi. Il responsabile del Viminale commenta poi: «Ecco chi sono i veri violenti, chi rappresenta l’autentico pericolo per la convivenza civile e per la nostra democrazia».
Gli scontri uno spartiacque
Gli scontri di Torino potrebbero essere uno spartiacque, segnare un prima e un dopo della guerriglia urbana degli ultimi mesi in varie città. La reazione del ministro è più che dura, con accuse a chi fiancheggia i violenti, non solo quelli di ieri. Per la premier Giorgia Meloni «quanto accaduto è grave e inaccettabile: le immagini dell’agente aggredito parlano da sole. Questi atti non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta». La premier rivendica: «Il governo ha fatto la sua parte, rafforzando gli strumenti per contrastare l’impunità. Ora è fondamentale che anche la magistratura faccia fino in fondo la propria». Per Piantedosi, del resto, gli scontri di ieri confermano «chi sono gli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente anche grazie a coperture politiche ben identificabili»: «Ascolteremo a sinistra ipocriti e surreali ragionamenti tesi a minimizzare le responsabilità di questi delinquenti», attacca. Poi avverte: «Le immagini del vigliacco e infame pestaggio di un poliziotto da parte di questi squadristi rossi confermano l’urgenza di ricorrere a nuovi e più forti strumenti per sconfiggere i violenti e i delinquenti che si nascondono dietro i movimenti». Il nuovo pacchetto potrebbe essere discusso già questa settimana. «La Repubblica ha già sconfitto il terrorismo — precisa — e sconfiggerà anche questo movimento antagonista chiaramente eversivo».
Salvini: «Avanti con arresti e sgomberi»
Le indagini su chi ha organizzato gli scontri di ieri sono appena cominciate, ma dalla dinamica, nonché dall’utilizzo di scudi e molotov, sembra che a Torino ci sia stato un salto di qualità. E ora preoccupa la settimana di avvicinamento all’inaugurazione dell’Olimpiade Milano-Cortina. La condanna arriva anche dai presidenti di Camera e Senato, Fontana e La Russa. «Mi auguro che i responsabili vengano prontamente individuati», sottolinea quest’ultimo. Solidarietà all’agente ferito anche dal comandante generale dei carabinieri Salvatore Luongo. «Immagini bestiali. Calci in faccia, pugni e sassi. In tanti contro uno. Per questa gentaglia il carcere non basta, infami vigliacchi loro e chi li protegge — dice il vicepremier leghista Matteo Salvini —. Avanti tutta con arresti, sgomberi e nuovo pacchetto sicurezza». A sollecitare provvedimenti più severi anche il vicepremier di FI Antonio Tajani, che ieri ha chiamato il poliziotto aggredito: «Ecco perché servono le nuove norme sulla sicurezza». Fra i ministri Paolo Zangrillo (Pa) stigmatizza il fatto che «Askatasuna non dialoga, prevarica, delinque. E chi si oppone alla violenza diventa un bersaglio».
Schlein: ««Frange violente organizzate»
Anche l’opposizione condanna gli incidenti e le aggressioni a forze dell’ordine e giornalisti. «Immagini inqualificabili. Atti che nulla hanno a che vedere con il dissenso democratico e che vanno respinti senza nessuna ambiguità», evidenzia il leader M5S Giuseppe Conte. Mentre la segretaria dem Elly Schlein parla di «violenza inaccettabile» e «aggressione delinquenziale da parte di frange violente organizzate e a volto coperto» ad agenti e cronisti. «Auspichiamo che gli aggressori vengano individuati al più presto», conclude Schlein. Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (Avs) condannano «la violenza scatenata da una frangia di manifestanti che non ha nulla a che vedere con le ragioni che hanno animato la stragrande maggioranza dei manifestanti».
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1 febbraio 2026 ( modifica il 1 febbraio 2026 | 08:37)
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