di
Rosanna Scardi

Nato a Brugherio, vicario parrocchiale della chiesa di San Gottardo al Corso a Milano, Ravagnani ha oltre 200 mila follower. Era finito nella bufera per aver postato un reel in partnership con una marca di integratori

Don Alberto Ravagnani lascia il sacerdozio. A comunicarlo ai fedeli della parrocchia di San Gottardo al Corso a Milano è il vicario generale della diocesi ambrosiana mons. Franco Agnesi. Originario di Brugherio, classe 1993, ordinato sacerdote nel 2018, Ravagnani, per gli amici don Rava, è diventato un influencer nei primi mesi della pandemia. E sui social compare ancora come «don». Su Instagram lo seguono 285 mila follower, su TikTok 134 mila (con 1,9 milioni di mi piace), mentre sono 160 mila gli iscritti al suo canale YouTube. 

«Carissimi – scrive monsignor Agnesi in un comunicato -, è doveroso condividere con voi che don Alberto Ravagnani ha comunicato all’arcivescovo la decisione di sospendere il ministero presbiterale. Con oggi non svolge più il compito di vicario parrocchiale e di collaboratore della Pastorale giovanile diocesana. La sofferenza che una simile decisione provoca in tante persone può diventare anzitutto occasione di preghiera e di affidamento al Signore». 



















































La nota, che riporta la data di sabato 31 gennaio, prosegue con un desiderio espresso dall’ex sacerdote. «Nello stesso tempo – prosegue il vicario generale – chiede alla nostra comunità parrocchiale e diocesana di continuare ad accompagnare coloro che hanno condiviso in questi anni proposte educative, liturgiche e spirituali. In particolare, la Parrocchia di San Gottardo, con la cura dei presbiteri, continuerà a proporre l’adorazione eucaristica del giovedì sera, che rappresenta per tanti giovani un appuntamento prezioso e ricercato di preghiera, di riconciliazione e di fraternità. Ringrazio il parroco, i vicari, i giovani e gli adulti che curano questa proposta e sostengono il cammino pastorale in comunione con la chiesa diocesana e il vescovo». 

Nelle storie Instagram, Ravagnani non comunica o commenta la decisione, bensì pubblica un reel in cui riassume la sua vita. «Da piccolo volevo fare tutt’altro. Ma a 14 anni una persona mi ha detto che la fede o si sceglie o si scioglie – dice – così ho scelto di essere cristiano, di andare a messa e all’oratorio. A 17 anni durante una confessione faccio davvero esperienza di Dio e cambio, inizio a leggere il Vangelo e mi prendo bene per Gesù, mi prendo bene anche per una mia compagna di classe, ma non abbastanza… Dopo la maturità entro in seminario. Prego, studio, divento grande. A 24 anni prendo la scelta più importante della mia vita, divento prete. Ho scelto di mettermi dalla parte dei ragazzi difficili, di diventare youtuber, di aprire il mio oratorio ai ragazzi di tutta Italia, di non vestirmi da prete, di scrivere un libro, “La scelta”». Segue la cover del volume, edito da Sem. 

Alberto Ravagnani, il prete social lascia il ministero sacerdotale. La Diocesi di Milano: «Sofferenza diventi occasione di preghiera»

Al Corriere della Sera l’ex prete influencer aveva anche spiegato che la sua scelta di entrare in seminario inizialmente non era stata ben accolta dalla sua famiglia. «All’inizio – sono le parole di Ravagnani – hanno preso malissimo la decisione: papà si è arrabbiato, mamma è scoppiata a piangere. Pensavano fosse una scelta folle, e che non sarei stato felice». Del giorno dell’ordinazione ricorda: «Dalla discesa dal bus all’ingresso nella sacrestia del Duomo per pregare insieme: un’emozione dell’altro mondo. Quando mi sono prostrato a terra davanti al vescovo e ho “lasciato tutto”, la mia vita si è come riavvolta. Oggi incontro i miei compagni di classe e mi rendo conto di essere uno dei pochi “sistemati”».  

A settembre scorso Ravagnani era finito nella bufera per un video in cui pubblicizzava un’azienda di integratori, con lo slogan «Santo sì, ma anche sano», pur assicurando che i proventi della sponsorizzazione andavano a opere di evangelizzazione. «Pregare non basta, ciccini: gli integratori mi aiutano a rimanere forte e sano per affrontare la mia missione», assicurava nel video invitando i follower a usare il link in bio per acquistare i prodotti. «Stai oltrepassando il limite Don, un sacerdote deve fare altro», gli scrive una follower. Altri commenti sono più pesanti; «Speriamo sia uno scherzo». «Imbarazzante»; «Stai perdendo la testa»; «La preghiera non basta, ci vuole un integratore». «Prova a chiedere al tuo parroco come recupera i soldi della parrocchia – aveva risposto lui -. Feste, mercatini, collaborazione con le aziende del territorio… Io faccio lo stesso, ma online».

Alberto Ravagnani, il prete social lascia il ministero sacerdotale. La Diocesi di Milano: «Sofferenza diventi occasione di preghiera»


Vai a tutte le notizie di Milano

Iscriviti alla newsletter di Corriere Milano

1 febbraio 2026 ( modifica il 1 febbraio 2026 | 10:36)