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Redazione Online
La Procura svizzera ha annunciato che un 18enne, rimasto ferito nell’incendio del locale Le Constellation nella notte di Capodanno, è morto nella giornata di sabato
Si aggrava ancora il bilancio della strage di Crans-Montana. La procura svizzera ha annunciato un altro decesso, portando il bilancio delle vittime dell’incendio scoppiato nella notte di Capodanno nel locale Le Constellation della località sciistica svizzera a 41 e quello dei feriti a 115.
L’ultima vittima è un diciottenne svizzero, che era ricoverato in ospedale a Zurigo ed è morto sabato.
Nella strage sono morti sei giovanissimi italiani: Giovanni Tamburi (16 anni), Achille Barosi (16 anni), Emanuele Galeppini (16 anni), Chiara Costanzo (16 anni), Riccardo Minghetti (16 anni), e l’italo-svizzera Sofia Prosperi (15 anni).
Tra i 41 defunti (di età compresa tra i 14 e i 39 anni), ci sono anche 23 svizzeri, 8 francesi, una belga, una portoghese, un rumeno e un turco.
Tra i 115 feriti, 67 sono svizzeri, 21 francesi, 10 italiani e quattro serbi.
Decine di feriti, molti dei quali in gravi condizioni, si trovano ancora ricoverati in Svizzera, Francia, Germania, Italia e Belgio.

Quattro persone sono indagate per la strage: i coniugi Jacques e Jessica Moretti, titolari del Le Constellation, indagati per omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo; un ex funzionario del Comune di Crans-Montana e l’attuale responsabile comunale per la sicurezza pubblica e delle ispezioni degli immobili, Christophe Balet.
Gli inquirenti dovranno accertare come mai lo stesso servizio tecnico che, ad esempio, è stato severissimo nei confronti di tutti e 13 gli appartamenti del palazzo in cui si trova «Le Constel» dove sono stati sigillati i caminetti per irregolarità, ha dimenticato di andare ogni anno al discobar dei Moretti. Mai fatte quelle ispezioni che avrebbero potuto rilevare uscite di sicurezza insufficienti, mal segnalate, se non bloccate, e accorgersi che la mousse di cui erano composti i pannelli fonoassorbenti non era ignifuga.
L’incendio del locale è stato causato – secondo l’indagine – dalle scintille di candele pirotecniche che hanno dato fuoco proprio alla schiuma insonorizzante sul soffitto del seminterrato del locale.
Il Comune di Crans-Montana ha ammesso di non aver effettuato i controlli di sicurezza e antincendio nel locale dal 2019, nonostante l’obbligo di verifica annuale.
Articolo in aggiornamento…
1 febbraio 2026 ( modifica il 1 febbraio 2026 | 14:00)
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