di
Alessandra Puato
L’analisi di Ferruccio de Bortoli sul dollaro e le strategie per investire sull’oro, tra rally e scivolate
È un bene o un male, per l’Europa, se il dollaro si svaluta? Dipende. È un bene per chi importa, per esempio, un danno per chi esporta. L’importante è evitare di rallegrarsi collegando al crollo la sconfitta della politica di Donald Trump, perché i mercati sono interconnessi e nessun giudizio a senso unico funziona. Lo sottolinea Ferruccio de Bortoli che analizza opportunità e rischi sull’Economia del Corriere della Sera, in edicola domani con il quotidiano.
Martedì 27 gennaio la valuta americana è scesa ai minimi da quattro anni e l’euro è salito ai massimi. In parallelo, è esploso il prezzo dell’oro, guidato dall’incertezza e dagli acquisti delle banche centrali.
«Bisognerebbe chiarire che il dollaro è è la moneta degli Stati Uniti, non di Donald Trump — scrive de Bortoli —. La sua svalutazione non è una sconfitta politica della Casa Bianca, né una vittoria europea. Un euro troppo forte penalizza le nostre esportazioni, quindi è un dazio implicito. Un dollaro più debole può favorirci dal lato delle importazioni, visto che è la valuta con cui si comprano le materie prime e il petrolio. E le armi».
Il fatto è che la svalutazione del biglietto verde è un rebus per tutto il mondo. «Il 56% della capitalizzazione delle borse mondiali è americano ed è denominata in dollari la maggioranza delle obbligazioni», scrive de Bortoli, così come «gran parte dei nostri investimenti finanziari». Perciò «anche i nostri risparmi scontano un rischio valutario». E dunque? Dunque, con l’oro alle stelle «acquistato dalle banche centrali dei Brics ovvero dal cosiddetto Global Soth che contesta politicamente il dollaro come moneta di riserva e scambio», scrive de Bortoli, l’unico punto fermo è che «c’è un cambio di paradigma». Mentre il deficit americano è alle stelle e grava sui mercati l’incognita della Fed, la banca centrale americana, con il nuovo governatore in arrivo Kevin Warsh.
In questo quadro incerto, L’Economia traccia una guida per i risparmiatori con i consigli per investire nell’oro che vale intorno ai cinquemila dollari l’oncia. Dai lingotti alle monete e ai fondi, la mappa degli strumenti per sfruttare la fiammata senza scottarsi.
Il business delle Olimpiadi
La copertina è dedicata alle Olimpiadi Milano Cortina 2026, con l’immagine simbolo di Giovanni Franzoni, campione di sci. Sono un grande affare? Sì, lo sono, dicono le cifre: valgono almeno cinque miliardi. E gran parte delle attrezzature sportive vengono dai distretti italiani.
Altro tema del settimanale è l’accordo Italia-India sul commercio: dovrebbe favorire l’export e (guarda caso) rafforzare l’euro. Ne parlano gli imprenditori, da Fila a Mapei. Obiettivo: produrre per il mercato interno, in crescita.
Alle aziende di famiglia è invece dedicato spazio per la presentazione, domani in Borsa, del XVII Osservatorio Aidaf Unicredit Bocconi. È il momento della guida affiancati, genitori figli. «Funziona se c’è sintonia», dice Sara Tedeschi, vicepresidente di Tesya, che ha in programma 400 assunzioni in Italia, manovra finanziaria permettendo.
Fra i personaggi c’è Carolina Vergnano, ceo dell’azienda del caffè, che vuole portare l’export al 50% dei ricavi.
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1 febbraio 2026 ( modifica il 1 febbraio 2026 | 10:49)
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