di
Salvatore Riggio

Nonostante l’espulsione precoce di Ahanor, che all’8′ rifila un pugno al viso a Perrone, gli uomini di Palladino resistono al Sinigaglia, Carnesecchi para un rigore a Paz al 98′ e il divario tra le due squadre rimane di 5 punti

Saranno tanti i rimpianti del Como in questi giorni per lo 0-0 ottenuto contro l’Atalanta giocando in superiorità numerica — per il rosso ad Ahanor, colpevole di una manata in pieno volto a Perrone — per oltre 80 minuti. Sono tantissime le occasioni sprecate e i gol sbagliati dalla squadra di Cesc Fabregas che getta via l’occasione di andare a +8 sulla Dea, consolidando di fatto il sesto posto, e restare incollato alle squadre che lottano per la Champions League. Sbaglia addirittura un rigore al 98′ con Nico Paz, che calcia malissimo e si fa ipnotizzare da Carnesecchi: per l’argentino sono tre su tre i penalty non trasformati.

Rimasta subito con un uomo in meno, l’Atalanta subisce totalmente il gioco del Como. Gli uomini di Fabregas sprecano con Douvikas, che da posizione favorevole non riesce a dare forza al pallone, e con Ramon, che di testa manda a lato. È poi Carnesecchi a salvare la Dea su due tentativi di Nico Paz e su un’altra chance di Ramon.



















































 Nella ripresa c’è l’unica vera occasione della squadra di Raffaele Palladino. Sulemana parte in posizione dubbia dopo una bella giocata di De Ketelaere, dribbla Ramon e calcia verso la porta, ma Butez si rifugia in corner. Il Como riprende in mano il gioco ed è Ramon a provarci tre volte. Per due volte non inquadra lo specchio della porta, nella terza chance è Carnesecchi a metterci una pezza. Fabregas pur di vincere fa uscire Addai dopo 35’ dal suo ingresso in campo. Nel recupero la svolta del match: mano in area di Scalvini, on field review e rigore per il Como. Dagli 11 metri spreca tutto Nico Paz e l’amarezza si dipinge sul volto di Fabregas. All’argentino restano solo le lacrime. 

1 febbraio 2026 ( modifica il 1 febbraio 2026 | 17:06)