di
Chiara Marchetti

La maratona in più luoghi simbolo della città per il «compleanno» del giornalista scomparso, «l’unico che ha continuato a parlare della strage di Ustica». Sarzanini: «Un pilastro del Corriere della Sera». ​Il premio a lui intitolato a, tra gli altri, Ranucci, Mannocchi e Scavo

Famiglia, amici, colleghi e istituzioni. C’erano tutti questa mattina, 1° febbraio, al Parco della Zucca, in quello spazio simbolico tra il museo per la Memoria di Ustica e il «muretto di Andrea», inaugurato esattamente due anni fa. È quello il punto preciso dove si è deciso di organizzare la prima tappa del compleanno di Andrea Purgatori, il giornalista d’inchiesta morto prematuramente il 19 luglio 2023 e che proprio oggi avrebbe compiuto 73 anni.

La battaglia per la verità di Ustica

Lui che con Bologna aveva un rapporto particolare, visto il suo instancabile lavoro alla ricerca della verità sulla strage di Ustica. «Andrea – racconta la presidente dell’associazione Parenti Vittime di Ustica, Daria Bonfietti – ha seguito l’intera vicenda proprio dalla sera stessa, ben prima di me. Noi familiari delle 81 vittime eravamo a casa a piangere e per anni abbiamo sentito la storia del cedimento strutturale. Da allora è stata una battaglia lunga e difficile perché all’inizio, almeno fino alla nascita dell’associazione nel 1988, siamo stati lasciati soli, ognuno con il proprio dolore. C’è stata sempre e solo una persona che si è interessata e che ha continuato a parlare della strage, ed era Andrea Purgatori». Il prossimo 18 marzo «ci sarà l’udienza in cui il gip dovrà decidere se accogliere la richiesta di archiviazione dei pm – ha ricordato Bonfietti – ma, come ci ha insegnato Andrea, non ci si può fermare e accontentarsi. Noi abbiamo letto tutte le carte e sappiamo che ci sono altre verità da far emergere». Presenti alla commemorazione anche il questore Gaetano Bonaccorso, il procuratore capo Paolo Guido e l’assessore comunale alla Scuola, Daniele Ara.



















































Il premio giornalistico nazionale

 La seconda tappa è stata organizzata in via del Battiferro per il pranzo solidale alle Cucine Popolari, mentre il penultimo appuntamento della giornata ha preso il via alle 15.30 in Cappella Farnese, dove sono stati consegnati i premi ai giornalisti vincitori del Premio Nazionale Andrea Purgatori, istituito per celebrare il giornalismo d’inchiesta, il rigore professionale e l’indipendenza intellettuale. Ad aprire la serie di interventi è stato il sindaco Matteo Lepore, seguito dall’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni, e dal presidente dell’Odg Lazio, Guido D’Ubaldo. Tra i premiati Sigfrido Ranucci e la redazione di Report per la tv, Francesca Mannocchi per i documentari, Nello Scavo per la carta stampata, Gabriele Cruciata come miglior giornalista under40 e gli sceneggiatori d’inchiesta Sandro Petraglia e Lorenzo Bagnatori. «Istituire il premio – spiega Edoardo, uno dei tre figli di Andrea – ci è sembrato il modo più bello per ricordare nostro padre e i valori che ha incarnato per tutta la sua vita. C’è stato un passaggio di testimone ma noi, non essendo giornalisti, non possiamo sopperire al vuoto che ha lasciato lui». E così, amici e colleghi di Purgatori hanno aiutato la famiglia a organizzare il concorso, «che abbiamo voluto fare proprio qui a Bologna – continua Edoardo – per continuare la sua battaglia alla ricerca della verità e trasmetterla anche alle nuove generazioni di giornalisti».

Il ricordo al

L’omaggio dei colleghi e del Corriere

Tra i colleghi presenti c’erano il direttore de La Stampa, il bolognese Andrea Malaguti, l’inviato speciale di Repubblica, Paolo Berizzi, Giuseppe Giulietti dell’associazione Articolo 21 e la vicedirettrice del Corriere della Sera, Fiorenza Sarzanini. «Andrea – ha detto la giornalista, che all’inizio della sua carriera è stata sua allieva – è, non era, un pilastro del nostro giornale ed è il Corriere della Sera. Incarna tutto ciò che un giornalista dovrebbe essere e non si è mai fermato all’apparenza. Era caparbio, ma aveva anche l’intelligenza di mettersi sempre in discussione e, soprattutto, coinvolgeva le persone con il suo immancabile entusiasmo. Il direttore Luciano Fontana ripete sempre di avere Andrea nel cuore, e noi come lui». In serata la proiezione al Modernissimo del film «Fortapàsc».


Vai a tutte le notizie di Bologna

Iscriviti alla newsletter del Corriere di Bologna

1 febbraio 2026 ( modifica il 1 febbraio 2026 | 19:26)