di
Maria Teresa Veneziani

Al via al Mido, il salone dell’occhialeria inaugurato con il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso

Guardavo Macron con quello splendido paio di occhiali…». Donald Trump prende in giro il presidente francese durante il suo intervento al World Economic Forum di Davos, suscitando l’ilarità del pubblico: nel mirino le lenti azzurre da aviatore sfoggiate per nascondere l’occhio destro, arrossato da un’emorragia. L’immagine diventa un meme virale e gli occhiali prodotti dalla francese Henry Jullien (prezzo 659 euro) vanno a ruba, mandando in crash il sito e-shop per i troppi accessi. A proposito del potere degli occhiali.
Il marchio nel 2023 è stato comprato dalla iVision Tec, realtà d’eccellenza del Made in Italy. Nel settore occhialeria d’alta gamma l’Italia resta leader assoluta, un valore testimoniato dalla 54ma edizione di Mido — la fiera internazionale dell’eyewear  (sotto le vele di Rho-Milano dal 31 al 3 febbraioinagurato con il taglio del nastro alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e con un’affluenza effervescente. Per tre giorni il salone si trasforma in una piazza che mette insieme la filiera e permette a 1.200 espositori (930 stranieri) da 50 Paesi, oltre che di fare business, di confrontarsi e condividere esperienze su un prodotto che più di altri rappresenta il connubio tra artigianato, industria, design e hi-tech. Un progetto di business innovativo, essendo quello dell’eyewear un settore focalizzato attorno a colossi come Essilor-Luxottica e Kering Eyewear (che ha avviato in Italia la progettazione diretta, sviluppo e distribuzione di occhiali per i suoi marchi di moda, tra cui Gucci, Cartier, Saint Laurent, a cui si aggiungono gruppi storici come Marcolin (Tom Ford Eyewear, Max Mara, Adidas Sport Eyewear), Safilo (Eyewear by David Beckham, Missoni, Dsquared2, Polaroid) e De Rigo (Lozza, Police, Sting e Yalea), produttori di marchi loro e in licenza per le maison. Solo Essilor-Luxottica a Mido ha uno spazio di 525 mq concepito come un’esperienza human-centred, un percorso immersivo per mostrare come l’innovazione è al servizio del consumatore tra tecnologie indossabili e tecnologie medicali avanzate. Tra le curiosità per gli ottici, la maschera indossbile prodotta dall’italiana Espansione che migliora la condizione lacrimale.  

Ma a rendere desiderabili gli occhiali è il glamour. I materiali e i dettagli di design che emergono per il 2026 sono più sofisticati e personali che mai. Le montature classiche sorprendono con lenti colorate — vincono il mosto e il verde —; la sensuale forma a gatto viene riproposta in chiave futuristica; le montature grandi e geometriche sono sculture (quasi maschere) per il viso; poi c’è l’avanguardia per chi vuole sentirsi di nicchia, perché occorre una certa audacia a indossare un occhiale sottosopra come quelli visti sulle passerelle di Prada e Miu Miu. 



















































«L’occhialeria sta vivendo un’evoluzione molto interessante. Oggi l’occhiale è sempre più un oggetto che unisce design e tecnologia. Cresce anche la capacità del settore di dialogare con mondi diversi, dalla moda al life style, fino alla salute visiva, ampliando il proprio valore culturale e industriale»,  sottolinea la presidente di Mido e Anfao Lorraine Berton 

«In questo contesto, il salone milanese è il luogo in cui s’incontrano visioni, innovazione e mercato e dove emerge chiaramente la forza del Made in Italy accanto alle migliori espressioni internazionali. Si fanno affari, ma è anche una piattaforma globale che anticipa i trend, favorisce le relazioni e rafforza la competitività – continua Berton -. In un anno strategico per Milano, che tra poco ospiterà le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, Mido si conferma un business hub e un osservatorio sulle evoluzioni del settore strategico sia in termini economici sia occupazionali».

L’Italia è il primo produttore europeo e uno dei principali esportatori mondiali, ma la manager non nasconde le difficoltà del momento segnato dallo sconvolgimento geopolitico. «L’export di otto mesi del 2025 vale 3,519 miliardi di euro, in calo del 3,4% rispetto al 2024, ma manteniamo una forte vocazione internazionale: più del 90% della produzione è infatti destinata ai mercati esteri – spiega la presidente -. Gli Stati Uniti, storicamente il primo mercato di riferimento per l’occhialeria italiana, hanno visto ridursi la quota dell’export a poco più del 15% (dal 22% del 2024)». Secondo i dati Anfao, le esportazioni di montature e occhiali da sole verso gli Usa sono crollate del 34% rispetto al 2024: un calo del 36,2% per gli occhiali da sole e del 28,4% per le montature.  Nonostante il contraccolpo subito dai dazi americani, tuttavia i mercati hanno mostrato segnali incoraggianti di tenuta e crescita confermando la solidità e la capacità di adattamento del settore». 

Le tendenze

Mido è un anticipo di primavera per gli accessori moda che hanno sempre fatto volare l’export ma ora si ritrovano a fare i conti con la crisi di tutto il settore fashion e guardano al 2026 con speranza e ottimismo. Come nell’abbigliamento, le collezioni di montature da sole e vista rielaborano l’eredità dell’archivio in un gioco sofisticato di contrasti, tra minimalismo e massimalismo. Tra le novità, quella di L.G.R  che introduce una nuova generazione di  lenti in vetro minerale polarizzato arricchite con la tecnologia TERRE RARE™. Un progetto sviluppato da Barberini  (leader mondiale nella produzione di lenti in vetro minerale) in esclusiva per il brand italiano.

Il potere degli occhiali. Tutte le tendenze del 2026

Il potere degli occhiali. Tutte le tendenze del 2026

Lenti colorate
Un invito a guardare la vita attraverso lenti che si colorano nei toni di tendenza, il burgundy e il ciliegia (per Dolce & Gabbana, Missoni, Emporio Armani) evocando calore, eleganza, sofisticatezza e un senso di lusso senza tempo, così come il verde, adottato da Tom Ford in versione vernice e Victoria Beckham, che debutta al Mido nello stand Safilo.

Minimalisti e intellettuali
Le montature sottili in metallo hanno dominato nel decennio 90-2000, simbolo del minimalismo. Sono eleganti e sobrie, facili da abbinare a diversi look e oggi si fanno protagoniste dell’artigianato che guarda alla tecnologia, come il modello in titanio Made in Japan di Brunello Cucinelli o la capsule Transitions Color Touch di Ray-Ban con le lenti dinamiche, capaci di trasformarsi dai toni délavé a quelli tinta unita. Da quelli piccoli e tondi a maxi per Stella McCartney, Chanel e Gucci.

Massimalisti Retrò
Le montature grandi e accattivanti recuperano i modelli d’archivio, ma senza nostalgia, enfatizzandone le forme geometriche per dare valore all’heritage del saper fare. Sono adatte chi ha forte personalità o almeno sa giocarci, raccontano uno stile in continua evoluzione, che attraversa epoche e generazioni.

Gli occhi di gatto
Con un paio indossati al contrario, Marilyn in Come sposare un milionario li ha lanciati nel mito. Da allora gli occhiali a occhio di gatto sono considerati un simbolo di seduzione. Gli Anni ‘50 però oggi sono solo lo spunto per ridisegnare forme atipiche che hanno il compito di catturare lo sguardo. Al richiamo del cat eye hanno ceduto Valentino, Chloé e ancora Stella McCartney.

Mascherina
I modelli a lente unica, a mascherina o a farfalla, non sono per tutti, ma il contorno perfetto di qualsiasi look significativo (Balenciaga e MM6 Maison Margiela).

Montatura perfetta
Non solo moda: una montatura dovrebbe anche armonizzarsi con la forma del viso e quindi anche al tono della pelle. il modello cat-eye e l’aviator, si adattano più facilmente a ogni forma di volto. Chi ha un viso squadrato o lineamenti marcati potrebbe trovare più adatte le montature rotonde e geometriche. Al contrario, quelle angolari — quadrate o rettangolari — aiutano a definire il volto rotondo, dai lineamenti più morbidi. Nel dubbio i classici pilot si adattano a tutti.

Il potere degli occhiali. Tutte le tendenze del 2026

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1 febbraio 2026 ( modifica il 1 febbraio 2026 | 18:51)