di
Valentina Iorio

L’ex presidente del Consiglio ha ricevuto la laurea honoris causa dall’Università Ku Leuven in Belgio

L’Europa «rischia di diventare subordinata, divisa e deindustrializzata, tutto in una volta», avverte Mario Draghi nel corso della cerimonia in cui gli è stata conferita la laurea honoris causa dall’Università Ku Leuven, in Belgio. Il suo discorso è una nuova sferzata all’Unione europea. «Tra tutti coloro che oggi si trovano stretti tra Stati Uniti e Cina, solo gli europei hanno l’opzione di diventare essi stessi una vera potenza. Dobbiamo decidere: restiamo semplicemente un grande mercato, soggetto alle priorità altrui? Oppure compiamo i passi necessari per diventare una potenza?», ha aggiunto, evidenziando che per diventare una potenza «l’Europa deve passare dalla confederazione alla federazione». «Dove l’Europa si è federata – sul commercio, sulla concorrenza, sul mercato unico, sulla politica monetaria – siamo rispettati come potenza e negoziamo come un soggetto unico. Lo vediamo oggi negli accordi commerciali di successo negoziati con l’India e con l’America Latina».

«L’ordine globale è ormai defunto»

L’ordine globale è «ormai defunto» ma «non è fallito perché costruito su un’illusione. Ha portato vantaggi reali e ampiamente condivisi: agli Stati Uniti, in quanto potenza egemone, attraverso un’influenza indiscussa in tutti i settori e il privilegio di emettere la valuta di riserva mondiale; all’Europa attraverso una profonda integrazione commerciale e una stabilità senza precedenti; e ai paesi in via di sviluppo attraverso la partecipazione all’economia globale, sollevando miliardi di persone dalla povertà», ha sottolineato l’ex governatore della Bce. «Il fallimento del sistema risiede in ciò che non è riuscito a correggere», ha aggiunto. «Il crollo di questo ordine non è di per sé una minaccia. Un mondo con meno scambi commerciali e regole più deboli sarebbe doloroso, ma l’Europa si adatterebbe. La minaccia è ciò che lo sostituisce».



















































«Gli Usa cercano la frammentazione dell’Ue»

«Gli Stati Uniti, nella loro posizione attuale, cercano il dominio insieme al partenariato. La Cina sostiene il suo modello di crescita esportando i suoi costi sugli altri. L’integrazione europea si costruisce in modo diverso: non sulla forza, ma sulla volontà comune. Non sulla sottomissione, ma sul beneficio condiviso», ha sottolineato Draghi. «Impongono dazi all’Europa, minacciano i nostri interessi territoriali e chiariscono, per la prima volta, di considerare la frammentazione politica europea funzionale ai propri interessi». 

La laurea honoris causa

L’ex presidente del Consiglio ha ricevuto l’onorificenza «per il suo contributo eccezionale al processo di integrazione economica e monetaria europea, per una leadership fondata sulla responsabilità, sul giudizio equilibrato e sul rigore intellettuale in momenti in cui l’area dell’euro affrontava una crisi esistenziale». Draghi è stato insignito della laurea ad honorem anche «per aver fornito una bussola strategica capace di posizionare con successo l’Ue in un mondo in rapido cambiamento, caratterizzato da crescenti rischi di frammentazione e da tensioni geopolitiche» e «per aver saputo coniugare il lavoro accademico con una forte dedizione al servizio pubblico, offrendo un esempio alle future generazioni». 

Il vertice sulla competitività con Draghi e Letta

Tra qualche giorni si vedrà se i 27 condividono l’urgenza di agire, evidenziata ancora una volta da Draghi. L’ex numero uno della Bce, infatti, è stata invitato al vertice informale sulla competitività in programma il 12 febbraio. «Ho invitato Mario Draghi ed Enrico Letta a unirsi a noi per condividere le loro visioni sulla competitività europea e su come queste si siano evolute dalla pubblicazione dei loro due rapporti fondamentali», ha annunciato il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, nella lettera con cui invita i leader Ue a partecipare al vertice informale sulla competitività che si terrà ad Alden Biesen. «Per quanto riguarda la scansione della giornata, inizieremo la riunione alle 10.30 con uno scambio di vedute con la presidente del Parlamento europeo. Discuteremo poi con Mario Draghi l’impatto del nuovo contesto geopolitico e geoeconomico sulla competitività dell’Ue, seguito da un pranzo a 27 con lo stesso focus», ha spiegato Costa. «Nel pomeriggio avremo innanzitutto uno scambio con Enrico Letta su come valorizzare il potenziale del nostro Mercato unico in un mondo in rapido cambiamento».

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2 febbraio 2026 ( modifica il 2 febbraio 2026 | 12:40)