di
Luigi Ferrarella
Milano, le ipotesi di reato per il colosso delle consulenze sono turbativa d’asta e frode negli appalti. In udienza, a fronte del maxi versamento, i pm hanno ritirato l‘istanza di divieto «di stipulare contratti con la Regione» (che è parte lesa)
Per fornire consulenza alla Regione Lombardia su come usare «efficientemente» i fondi dell’Unione Europea, proprio i soldi dell’Unione Europea sarebbero stati mal impiegati in una questione aritmetica di ore sfasate: le ore di lavoro, per componente del team di lavoro, che Ernst & Young, una delle quattro multinazionali della consulenza non solo a imprese ma anche a governi e istituzioni, avrebbe prospettato in 12 dei 18 bandi regionali per vincerli (da sola o in consorzi) tra il 2019 e il 2023 per un valore di 10 milioni di euro. Per questo la Procura europea Eppo aveva chiesto al gip di Milano (senza che si fosse saputo) di disporre il divieto «di stipulare contratti con la Regione Lombardia» per il colosso della consulenza.
La richiesta dei sostituti della Procura europea anti-frode nell’ufficio di Milano, Sergio Spadaro e Giordano Baggio, arrivata a un anno dalle perquisizioni di ottobre 2024 su dirigenti e dipendenti della società indagati per le ipotesi di turbativa d’asta e frode negli appalti, è stata però ritirata questa mattina nell’udienza davanti al giudice dell’indagini preliminari Alberto Carboni perché nel frattempo Ernst & Young (assistita dal professori Oreste Dominioni e Riccardo Villata) si è precipitata da un lato a riformare le proprie procedure interne, e dall’altro non solo a restituire alla Regione Lombardia 3 milioni di euro, ma anche a depositare su un conto vincolato altri 4 milioni, con ciò provvedendo in sostanza a condotte riparatorie su quasi l’intero ammontare dei contratti con la Regione oggetto dell’inchiesta.
Proprio la Regione, che da un punto di vista giuridico è parte offesa, è tuttavia rimasta spettatrice in questo anno di indagini, anzi con i propri organismi di controllo sta esaminando norme che sul tema generale, in nome della rapidità e della asserita efficienza, non impedirebbero nel futuro analoghi problemi. La Procura Europea antifrodi è l’organismo indipendente dell’Unione Europea, con sede centrale in Lussemburgo e diramazioni nei vari Paesi, che dal primo giugno 2021 è competente a perseguire i reati che ledano gli interessi finanziari dell’Unione.
lferrarella@corriere.it
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2 febbraio 2026 ( modifica il 2 febbraio 2026 | 13:50)
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