di
Francesco Sessa
Il pilota italiano parla in occasione della presentazione della nuova Mercedes W17: «Ho un compagno di squadra ostico, ma punto a fare grandi cose. La potenza è impressionante. E ora mi tocca fare le lavatrici…»
Nel giorno della presentazione della nuova Mercedes W17, Kimi Antonelli non si nasconde: «L’obiettivo di quest’anno è vincere». Il pilota azzurro, dopo la stagione da rookie, si gode la nuova monoposto, le cui ambizioni sono rilanciate dal rivoluzionario regolamento della Formula 1: «Il nuovo regolamento è una grande opportunità per tutti, ma a livello personale nel caso in cui fossimo competitivi l’aspirazione sarebbe vincere, ed eventualmente lottare per il titolo. Non sarà facile, perché ho un compagno di squadra molto ostico (George Russell, ndr.), ma credo che potremo fare grandi cose».
Antonelli è soddisfatto di come sono andate le cose nei primi test a Barcellona: «Il team ha svolto un grande lavoro sin dallo shakedown di Silverstone. Non abbiamo avuto problemi a girare, anche a Barcellona. È stato un test positivo, anche se ovviamente è difficile dire dove siamo rispetto agli altri, non conoscendo i carichi di benzina e le mappature del motore. Le sensazioni che mi ha trasmesso la macchina, però, sono state positive. Non vedo l’ora di tornare in pista in Bahrain». Ma non c’è solo la Mercedes: «Devo dire che la Red Bull mi ha impressionato, soprattutto per quanto riguarda il motore. Sviluppare da sé la power unit, anche se con l’aiuto di Ford, rappresenta un grande cambiamento. Il motore però sembra andare bene, hanno colto molti giri. La Racing Bulls ne ha totalizzati di più, ma sappiamo il motivo. Ci aspettavamo che potessero avere più problemi, ma hanno svolto un grandissimo lavoro. Pure la Ferrari è andata molto bene nei test, anche a livello di affidabilità. In McLaren hanno avuto qualche problema in più, ma la macchina a livello dinamico sembra molto ben fatta».
Kimi entra nel dettaglio delle nuove sensazioni alla guida: «La potenza è impressionante. Con l’elettrico, l’accelerazione è più brusca. La batteria non dura moltissimo, ma ha una capacità sufficiente per percorrere tutto il rettilineo, con una riduzione della potenza dell’elettrico dopo la botta di accelerazione iniziale. Così anche la velocità della monoposto plafona, o addirittura diminuisce alla fine del rettifilo, a seconda della sua lunghezza. I riferimenti possono cambiare da curva a curva. La diminuzione del carico si sente nelle curve veloci, mentre nelle lente le sensazioni sono molto migliori. In frenata con una deportanza inferiore e con l’aerodinamica attiva è più facile bloccare. Se l’ala non si chiudesse abbastanza velocemente, ci esporrebbe al rischio di bloccaggio. A Barcellona abbiamo testato anche questo aspetto. Siamo solo all’inizio, e la progressione sarà incredibile nel corso dell’anno, con una miglior comprensione della monoposto da parte dei team».
La seconda stagione in Formula 1 può essere quella della maturazione, anche a livello personale: «L’esperienza accumulata nella scorsa stagione mi rende molto più preparato. Saprò cosa aspettarmi, conosco meglio questo mondo. Sono veramente carico. Mi sono trasferito da un mesetto e ora è arrivato il momento di essere l’uomo di casa. Sono da solo, devo prendermi cura della casa, pulire, fare lavatrici. È stato un bel cambiamento. Quando vivevo con i miei non facevo nulla. Ora mi tocca, e devo dire che mi piace. È casa mia, ci tengo che sia in ordine e pulita. Sto imparando. Mia mamma ancora mi aiuta, ma immagino che tra un po’ mi dirà che devo arrangiarmi. Comunque mi piace avere il mio spazio quando torno a casa dopo settimane intense come le ultime due, passate tra Barcellona e l’Inghilterra».
2 febbraio 2026 ( modifica il 2 febbraio 2026 | 15:33)
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