La soluzione coprirà 13 Paesi e 130 milioni di utenti e sarà basata sui bonifici istantanei. L’allarme della Bce sui sistemi extra-Ue e il ruolo dell’euro digitale

Bancomat si allea con gli altri circuiti europei per costruire una soluzione di pagamento che copra tutto il continente. La società ha annunciato la firma di un protocollo d’intesa volto a offrire a cittadini e commercianti un’alternativa a Visa e Mastercard per i pagamenti transfrontalieri, basata sulla tecnologia dei bonifici istantanei. L’accordo riunisce i circuiti membri di EuroPA Alliance (fra cui Bancomat) e le banche promotrici di Epi, consorzio che ha sviluppato lo strumento di pagamento Wero. 

L’obiettivo dell’intesa

Il loro obiettivo è istituire entro metà del 2026 una centrale di interoperabilità che consenta ai vari sistemi di pagamento di scambiare fra loro le informazioni sulle operazioni realizzate dagli utenti. Seguirà poi entro la fine dell’anno il lancio dei pagamenti transfrontalieri fra privati per arrivare nel 2027 a introdurre i pagamenti e-commerce e nei negozi tramite Pos. L’alleanza coprirà 13 Paesi europei che insieme rappresentano circa il 72% della popolazione dell’Unione europea e della Norvegia per un totale di circa 130 milioni di utenti. La coalizione sarà però aperta anche all’adesione di altri Paesi, anche al di fuori dell’eurozona, compresa la Svizzera. I mercati che già dispongono di un circuito domestico potranno «collegarsi» direttamente alla nuova rete mentre gli altri dovranno adottare la soluzione sviluppata dal EuroPA ed Epi.



















































I precedenti e l’euro digitale

Non è il primo tentativo di costruire una rete paneuropea dei pagamenti: tutti i precedenti esperimenti sono falliti per problemi tecnologici o di “comando”. Questa volta, assicura però l’ad di Bancomat, Fabrizio Burlando, «la direzione è stabilita e lo slancio è reale». Attualmente, il raggio d’azione di circuiti domestici come Bancomat è perlopiù limitato all’ambito nazionale. Quasi due terzi dei pagamenti elettronici in Europa sono così gestiti da circuiti extra-Ue. Questa dipendenza, secondo la Bce, pone un problema di autonomia e sovranità ed è fra i motivi per cui Francoforte spinge per l’euro digitale. L’iniziativa annunciata ieri intende, nelle intenzioni dei proponenti, rispondere alla preoccupazione con una soluzione sviluppata tra attori privati.

2 febbraio 2026