di
Andrea Rinaldi

La banca prevede 11,5 miliardi di utili grazie a risparmi, tecnologia, spinta sul risparmio anche a livello europeo. Stimate 9.700 uscite a fronte di 6.300 giovani assunti. Il ceo: «Disponibile a un nuovo mandato»

Con gli oltre 9 miliardi di utili dell’anno scorso (+7,6%), Intesa Sanpaolo archivia il piano industriale 2022-25 e vara il nuovo corso dell’istituto che la proietterà a 11,5 miliardi di qui al 2029. Al centro della nuova strategia riduzione dei costi grazie alla tecnologia, zero npl, aumento dei ricavi trainati dal risparmio come il lancio di «isywealth Europe» e una sostenuta distribuzione ai soci che tocca quota 50 miliardi, il tutto mantenendo intatta la solidità patrimoniale (Cet1 Ratio al 13,2%). Ma in mattinata il titolo è in rosso. «Ogni eventuale integrazione o fusione dei nostri concorrenti, che al momento non si sono ancora realizzate, non cambierà la leadership di Intesa Sanpaolo e possiamo attrarre sempre più private banker e consulenti finanziari», ha detto il ceo Carlo Messina, aprendo alla disponibilità a un sesto mandato alla guida di Ca’ de Sass. «Ci vorranno anni – ha aggiunto – per vedere un concorrente per Intesa Sanpaolo. Questo è un momento in cui dobbiamo accelerare sulle banche estere. Nell’eurozona non serve fare acquisizioni ma è meglio sfruttare le banche che già esistono». 

Ricavi e commissioni

Nel piano licenziato dal cda – supportato da investimenti per 5,1 miliardi di euro, di cui 4,6 miliardi solo per la parte di tecnologia e crescita – i ricavi sono attesi a 30,7 miliardi (contro i 27,3 dell’anno scorso) spinti dalle commissioni nette, viste in crescita del 3,8% medio annuo a 11,6 miliardi nel 2029, con risultato dell’attività assicurativa a 2 miliardi (+3% medio annuo). Complessivamente l’incidenza delle commissioni nette e del risultato dell’attività assicurativa sui proventi operativi netti salira’ al 44% nel 2029 dal 43% del 2025. Il margine di interesse crescerà del 2,4% annuo a 16,3 miliardi, i crediti deteriorati saranno pari a 10,2 miliardi lordi (5,1 netti).



















































Sviluppo fintech

Intesa Sanpaolo nel nuovo piano scommette poi sulla gestione dei patrimoni. Il gruppo prevede il lancio di isywealth Europe, avvalendosi del digitale e dei consulenti finanziari, grazie ai punti di forza che supportano l’espansione internazionale in Europa. La banca guidata da Carlo Messina intende realizzare hub integrati nei principali Paesi Europei in cui è presente (Francia, Germania e Spagna) per servire diversi segmenti di clientela, avvalendosi delle sinergie di gruppo, tramite un mix di canali innovativi e tradizionali.  «Sull’asset management, siamo sempre stati interessati a crescere. Ma che fosse bancario, non assicurativo. Le implicazioni in termini di spread e rendimenti nell’asset management assicurativo sono diversi. Se facciamo operazioni, le facciamo per avere controllo pieno e comandare», ha chiosato Messina, facendo piazza pulita delle speculazioni su eventuali interessi in Generali. «Mettere insieme un asset manager assicurativo con una rete distributiva bancaria non credo abbia un grande senso», ha poi chiosato il ceo a proposito dei rumors tra UniCredit e il big di Trieste. In ogni caso, ha aggiunto, «qualsiasi operazione dovesse essere realizzata, per noi non cambia nulla».

No banche, sì reti

Al contempo entrerà nel vivo l’espansione della banca digitale Isybank, acquisendo un milione di nuovi clienti entro il 2029, con un aumento del numero di clienti a oltre 2 milioni a fine piano. Le attività finanziarie della clientela nella fintech sono stimate a circa 8 miliardi di euro dai circa 2,9 miliardi dell’anno scorso. Nel piano è prevista anche una crescita delle banche controllate internazionali, realizzando piene sinergie con le altre divisioni, mediante un’evoluzione del modello di business supportato in particolare da un rafforzamento delle competenze di consulenza della rete, una nuova rete di consulenza «Fideuram-style» costituita da circa 1.200 consulenti finanziari (di cui circa 30% dipendenti riconvertiti e riqualificati) per accelerare la crescita nel Wealth Management & Protection, un rafforzamento delle competenze digitali e il lancio di una macchina di acquisizione clienti di nuova generazione adottando le funzionalità di isytech. Ribadendo il disinteresse per quote di minoranza, Messina ha poi precisato: «La cosa interessante si basa sulle azioni industriali e non sulle attività di investimento. Siamo pronti a valutare acquisizioni di reti di consulenza, ma ad oggi sul tavolo non c’è ancora niente. Faremo le nostre valutazioni».
Le iniziative si prevede portino per la Divisione International Banks nel 2029, rispetto al 2025, a un aumento del risultato netto a 1,8 miliardi di euro da 1,2 miliardi (+10%), degli impieghi alla clientela a 67 miliardi da 49 miliardi (+8%), delle commissioni a un miliardo da 0,7 miliardi (+9%) e delle attività finanziarie della clientela a 122 miliardi da 96 miliardi.

Le nuove risorse

Verrà dato inoltre impulso al ricambio generazionale «senza impatti sociali», spiega Ca’ de Sass,  con una riduzione di circa 6.100 persone del gruppo entro il 2029 (che si aggiunge alla riduzione di circa 3.900 nel 2025) e connessi risparmi di costi pari a circa 570 milioni di euro a regime (2030), a seguito di circa 12.400 uscite (di cui circa 9.750 in Italia per uscite volontarie incluso il turnover naturale e circa 2.650 uscite nette per turnover naturale nelle controllate internazionali). Si prevedono circa 6.300 assunzioni di giovani in Italia entro il 2030, di cui circa 2.300 come global advisor.

«C’è una gestione molto accorta del debito pubblico da parte del governo», ha infine aggiunto il banchiere. «È stato fatto un ottimo lavoro e questo ha portato alla contrazione dello spread. Se usciremo dalla procedura di infrazione avremo grandi benefici. Un debito pubblico di grandi dimensioni però ha bisogno di un Pil che cresce». Parole positive anche per le modifiche al Golden Power: «Sono d’accordo nel definire il risparmio un tema di sicurezza nazionale. Sono convinto che nell’attuale contesto geopolitico se non sei leader in energia e difesa e non lo sei nemmeno in risparmio sei prigioniero per definizione».

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2 febbraio 2026