di
Dimitri Canello

Belluno. Pace fatta con la mamma dell’undicenne che ha percorso 6 chilometri nella neve. « Ero appena stato insultato dai passeggeri che chiedevano fermate non previste»

Un confronto lontano dai riflettori, per provare a chiudere una vicenda che ha scosso l’opinione pubblica. L’autista Salvatore Russotto ha incontrato in forma riservata la famiglia del ragazzino di 11 anni che, nei giorni scorsi, aveva percorso sei chilometri a piedi sulla neve da San Vito di Cadore a Vodo dopo essere sceso dall’autobus perché sprovvisto del biglietto da 10 euro introdotto in occasione delle Olimpiadi di Milano-Cortina ormai imminenti. 

L’incontro è stato raccontato questa mattina, lunedì 2 febbraio, dal giornalista Alessandro Banchero nel corso della trasmissione Uno Mattina News su Rai 1. «È stato un momento positivo, ci ha fatto bene parlarci», ha dichiarato l’autista ai microfoni tv. Nel corso del collegamento, Russotto ha ripercorso quanto accaduto quella mattina, descrivendo «una situazione di forte tensione» già prima dell’episodio. Ha raccontato di «essere stato insultato da alcuni passeggeri», tra cui un uomo arrivato in ritardo e una donna che lo avrebbe aggredito verbalmente dopo una fermata effettuata fuori punto. Un accumulo di nervosismo che lo avrebbe portato a fermarsi lungo il tragitto, incapace di proseguire. «Ero molto scosso», ha spiegato, ricordando di essersi acceso una sigaretta prima di riprendere la corsa verso Cortina. 



















































Riguardo al bambino, l’autista ha precisato «di non avergli ordinato di scendere, ma di essersi limitato a riferire le indicazioni ricevute dall’azienda», spiegando la possibilità di acquistare il biglietto tramite bancomat o di utilizzare un abbonamento. A suo dire, la scena si sarebbe consumata in pochi istanti, senza attirare l’attenzione degli altri passeggeri. Dopo l’incontro con la famiglia, Russotto ha ammesso di sentirsi più sollevato, pur restando in una posizione lavorativa delicata e rischiando concretamente il licenziamento. Attualmente è infatti sospeso a tempo indeterminato dal servizio presso Dolomiti Bus e non percepisce lo stipendio. «Ora dovrò presentarmi con il sindacato davanti all’azienda e spiegare quanto successo», ha aggiunto, sottolineando che la decisione sul suo futuro professionale spetterà alla società. 

Anche i genitori del bambino sono intervenuti durante la trasmissione, confermando il clima di confronto costruttivo. Hanno spiegato di aver compreso lo stato emotivo dell’autista e di aver scelto di sottrarlo a un’esposizione mediatica che ritengono eccessiva. «Per noi la vicenda può considerarsi chiusa», hanno affermato, definendo l’episodio grave ma auspicando che possa servire da lezione affinché situazioni simili non si ripetano. L’obiettivo, hanno concluso, è che la storia si chiuda qui, nell’interesse del bambino, della comunità e dello stesso Russotto.


Vai a tutte le notizie di Belluno

Iscriviti alla newsletter del Corriere del Veneto

2 febbraio 2026 ( modifica il 2 febbraio 2026 | 19:31)