Per quanto accaduto sabato 31 gennaio nel capoluogo piemontese durante la manifestazione pro Askatasuna la Procura valuta il reato di devastazione. Gli indagati a piede libero sono 24, hanno tra i 19 e i 45 anni. Oggi si è tenuta l’udienza di convalida di uno degli arrestati per resistenza a pubblico ufficiale: ha dichiarato di essere stato presente al corteo ma di non avere preso parte attiva agli incidenti. L’agente picchiato: “Manifestazione escalation di violenza. Sono riuscito a gestire la paura”

La procura di Torino sta valutando l’ipotesi di devastazione per gli scontri avvenuti sabato 31 gennaio nel capoluogo piemontese durante la manifestazione pro Askatasuna. I pubblici ministeri hanno ricevuto una prima informativa dalla Digos, a seguito della quale hanno iscritto nel registro degli indagati i nomi di 24 dimostranti per reati che vanno dalla resistenza e violenza a pubblico ufficiale al travisamento e all’inosservanza dei provvedimenti delle autorità. A questi si aggiungono i tre arrestati, per i quali l’udienza di convalida si è svolta oggi. Gli indagati a piede libero hanno età comprese fra i 45 e i 19 anni.

Uno degli arrestati: “Inorridito da aggressione ad agente”

“Sono rimasto inorridito da quella aggressione al poliziotto, al quale esprimo la mia solidarietà”, ha detto, secondo quanto è trapelato, uno degli arrestati per resistenza a pubblico ufficiale per gli scontri di Torino. Nell’udienza di convalida dell’arresto, l’uomo avrebbe dichiarato di essere stato presente al corteo ma di non avere preso parte attiva agli incidenti. 

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Agente picchiato: “Manifestazione escalation di violenza”

“Doveva essere una manifestazione pacifica e invece è diventata tutt’altro”. Così, in video diffuso dalla Polizia, Alessandro Calista, l’agente del reparto mobile di Padova circondato, picchiato a calci, pugni e martellate durante gli scontri a Torino. “Mi sento bene, un po’ amareggiato, ma tutto sommato mi sento bene. La manifestazione si è rivelata violenta e da lì c’è stata un’escalation di violenza da parte dei manifestanti nei confronti degli operatori di polizia”. “Penso che chiunque avrebbe avuto paura, ma con tutti gli addestramenti che facciamo, sono riuscito a gestirla al meglio”. L’agente, 29 anni, è stato dimesso con una prognosi di venti giorni. “Voglio ringraziare la squadra che è stata sempre vicino a me, nonostante il video (in cui si vede l’aggressione, ndr) dicesse il contrario – ha aggiunto – smentisco tutto e dico che la squadra era vicina, solo che gli attacchi dei manifestanti arrivavano da tutte le parti. E quindi cercavano di contenere il tutto”. “Mi sono ritrovato nella ressa – continua il racconto – mi hanno spinto giù e mi è successo quello che è successo. In particolare voglio ringraziare il mio collega, fratello, angelo custode Lorenzo che mi ha tirato via da tutto il casino e mi ha salvato la vita, gli devo la vita”.

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L’altro poliziotto: “Ho protetto il mio collega”

In un altro video sempre della polizia di Stato a parlare è proprio il collega del 29enne, Lorenzo Virgulti: “Sono ancora confusi i ricordi di quei momenti – dice – eravamo impegnati da un po’ negli scontri, che subivamo. In quel particolare momento ci siamo trovati accerchiati”. “Era una situazione particolarmente intensa – continua – in cui sono saltati un po’ gli schemi. Quando ho visto il collega accerchiato e aggredito, mi sono subito avvicinato a lui e l’ho protetto con lo scudo, come avrebbe fatto qualsiasi altro collega se l’avesse visto prima di me”. “Sono arrivato qualche secondo prima degli altri che sono arrivati in supporto. Tutti insieme abbiamo esfiltrato il collega dalla zona un po’ più calda, più pericolosa, per ricongiungerci al resto del contingente che era poco dietro, ma perché impegnato in altri ingaggi e altri scontri con altre centinaia di manifestanti”. “Ho avuto paura, ma in certe situazioni è una costante, l’addestramento che facciamo verte proprio sulla gestione di questa paura e sulla lucidità che va mantenuta in certi momenti per quanto possibile”,- conclude l’agente che ha avuto 30 giorni di prognosi. Virgulti ringrazia “i colleghi e la squadra che erano lì per strada, la squadra con cui abbiamo portato via Alessandro in una situazione di particolare difficoltà”, e ancora “i colleghi e le autorità che da subito ci hanno dimostrato affetto e vicinanza”.

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Askatasuna: “Corteo sabato successo al di là delle aspettative”

“Il corteo nazionale contro lo sgombero di Askatasuna è stato un successo al di là di tutte le aspettative, capace di far convergere centinaia di realtà e oltre 50.000 persone in una manifestazione a difesa degli spazi sociali, delle pratiche di libertà e contro il governo Meloni”, si legge in una nota rilanciata sui canali social vicini all’area antagonista in cui si esprime “solidarietà agli arrestati”. “Si azzardano paragoni storici ridicoli (gli anni di piombo) per provare a nascondere una verità quasi banale: se la politica chiude spazi, tanti giovani gli spazi decidono di prenderseli. La manifestazione del 31 gennaio ci dice che non è più tempo di equilibrismi. Con la posta in palio oggi, bisogna scegliere. I 50.000 scesi in piazza il 31 gennaio hanno fatto una proposta politica al Paese. Hanno indicato una strada per rafforzare e allargare l’opposizione sociale all’attuale governo. Costruiamoci in comunità. Moltiplichiamo assemblee e momenti di confronto. Costruiamo piazze in tutto il Paese. Guardiamo al futuro con ottimismo e consapevolezza”, conclude la nota.

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