di
Gaia Piccardi
Il numero 2 ha lasciato l’Australia sabato sera dopo la sconfitta in semifinale contro Novak Djokovic e ora punta a ricaricarsi per dare la caccia ad Alcaraz
DALLA NOSTRA INVIATA
MELBOURNE – Chissà se l’ha vista, se l’ha ignorata, se ha fatto finta che la finale dell’Australian Open senza di lui non esistesse. L’ultimo fotogramma australiano ritrae Jannik Sinner sabato all’aeroporto di Melbourne: partenza anticipata per cause di Djokovic maggiore. Ha il cappuccio della felpa tirato su in testa, nessuna voglia di essere riconosciuto, l’umore sotto le suole. Il prossimo indirizzo certo di Jannik è l’Atp 500 di Doha, in Qatar, al via il 16 febbraio. È il luogo in cui l’anno scorso apprese dell’accordo tra i suoi avvocati e l’agenzia mondiale antidoping: tre mesi di sospensione per le conseguenze del caso clostebol. Sovrapporre ai brutti ricordi una memoria più positiva e solare, sarà uno degli scopi del viaggio in Medio Oriente.
Tra il kappaò in cinque set con Djokovic che ha aperto il fronte della discussione sulla sua tenuta sulla lunga distanza e il Qatar, ci potrebbero stare un blitz a Copenaghen da Laila, un passaggio a Milano per la cerimonia di Milano-Cortina, un salto in Alto Adige dai genitori. Vale tutto e il contrario di tutto con il Sinner australiano deluso, quindi ancor più laconico ed evasivo. Quel che è certo, è che il lavoro non è finito. Il settimo titolo Slam di Alcaraz rilancia l’inseguimento verso Parigi («Già ci penso: non intendo lasciare nulla a nessuno» ha minacciato Carlitos) e c’è una classifica Atp da ricucire.
La rincorsa di Jannik ad Alcaraz rimane il gioco più divertente del circuito, immaginandoci che al Djoker non riesca di sostenere il ruolo di terzo incomodo, a 39 anni, per tutta la stagione, su ogni superficie. I duemila punti intascati (insieme all’assegno da 4.150.000 dollari locali) vincendo il primo Slam stagionale, proiettano Alcaraz in vetta con 13.650 punti, 3.350 più di Sinner a quota 10.300. Djokovic adesso è terzo (5280) davanti a Zverev (4605) e Musetti (4405). Ma le cambiali che Carlitos ha da pagare alla strepitosa stagione 2025 (otto titoli, due Slam) cominceranno sulla terra di Montecarlo e prima c’è la trasferta negli Usa, per i due Master 1000 back to back, Indian Wells e Miami, che l’anno scorso Jannik non giocò in quanto sospeso. Il margine per il recupero c’è, insomma. Con l’obiettivo di Parigi in testa per tenere il passo con la storia: vincendo il Roland Garros, anche Sinner entrerebbe nel club di quelli del Career Slam. I complimenti social all’arcirivale sono arrivati a stretto giro. A Doha ci sarà anche Carlitos: presto ci sarà modo di farglieli di persona.
2 febbraio 2026 ( modifica il 2 febbraio 2026 | 10:43)
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