di
Federica Maccotta

L’attore ricorda la psicologa scomparsa. Il lavoro insieme per “Professione Vacanze”: «Alle riunioni con gli animatori della Valtur ci siamo divertiti un sacco»

«Mi ha risolto la vita». L’attore Jerry Calà, 74 anni, è stato in terapia da Maria Rita Parsi, psicologa e psicoterapeuta scomparsa il 2 febbraio. Il comico e «la voce dei diritti dei bambini» hanno anche lavorato insieme. «L’ho conosciuta nei primi anni 80, perché sono andato in analisi da lei in un periodo in cui ne sentivo il bisogno – racconta dal treno –. Avevo dei problemi dentro di me che da solo non riuscivo a risolvere». 

Ai tempi non era diffusa la cura della salute mentale. 
«Sì, certo. Infatti ricordo che le persone a cui l’avevo detto mi dicevano “ma cosa fai”. Era uno dei momenti di mio massimo successo, però stavo male con me stesso. Non riuscivo a capire perché: avrei dovuto essere strafelice e non lo ero. Maria Rita mi ha mi ha veramente risolto la vita, gliene sarò grato per sempre». 



















































Che approccio aveva? 
«A differenza dei terapisti che si vedono nei film americani, che ascoltano e basta, lei aveva un metodo diverso. Era una terapista che partecipava: durante le sedute si parlava molto e parlava molto anche a lei. Con me ha funzionato. Nel tempo si è sviluppata un’amicizia oltre la terapia». 

Avete anche lavorato insieme, alla scrittura di Professione Vacanze. 
«Siccome dovevo fare questo telefilm, la prima serie comedy di Mediaset, sui villaggi turistici, ho pensato che avrebbe potuto dare un apporto dal punto di vista del carattere dei personaggi. Della psicologia della gente che va in vacanza, di cosa cerca, degli animatori… Vedendoci per questioni lavorative, abbiamo deciso di interrompere la terapia, come è giusto che fosse, anche perché ero già arrivato a un buon punto. Ma siamo rimasti sempre molto amici… Ogni tanto, se avevo qualche ricaduta, una telefonatina gliela facevo e lei un consiglio, in amicizia, me lo concedeva». 

Aveva senso della comicità? 
«Affrontava tutto col sorriso. Se penso a Maria Rita la vedo sorridere e scherzare. Per Professione Vacanze abbiamo fatto delle riunioni con gli animatori della Valtur: ci siamo divertiti un sacco, scoprendo che la realtà era molto superiore a quello che avevamo pensato noi di scrivere. È stato un bellissimo periodo. E per me lei è stata veramente importante come terapista, in un momento in cui potevo perdere la testa». 

Poi avete continuato a sentirvi? 
«Sì, anche a vederci. E poi ultimamente ci siamo persi un po’ di vista, però lei era sempre nel mio cuore. Quando la vedevo in qualche trasmissione di cui conoscevo il conduttore, cercavo di mandarla sempre a salutare».

2 febbraio 2026 ( modifica il 2 febbraio 2026 | 19:13)