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Redazione Buone Notizie

Nella foto una nitida immagine della Nebulusa e dei suoi ultimi «istanti di vita». La nana bianca tra l’Occhio di Sauron e quello del supertelescopio James Webb

Questa foto è dedicata, oltre che agli innamorati della bellezza, a quell’altra élite un po’ romantica che sono gli innamorati delle storie. E innamorati, in questo caso specifico, di quella storia gigante che è Il Signore degli Anelli. La foto è dedicata a loro perché rappresenta la più recente immagine, mai così nitida prima d’ora, della Nebulosa Elica. Quel che resta di una nana bianca, direbbero gli astrofisici. Più precisamente i suoi ultimi «istanti di vita», che nello spazio naturalmente si misurano in migliaia o anche milioni di anni ma è solo questione di proporzioni: l’intera vita di una specie di libellula che guarda caso si chiama «effimera» può durare meno di novanta minuti eppure in quel tempo riesce a nascere, riprodursi e invecchiare neanche fosse Noè. Il punto è che agli appassionati del Signore degli Anelli la Nebulosa Elica ricorda un oggetto ben preciso, che in realtà è molto più di un oggetto e forse è più propriamente una idea, il motore dell’intera Storia dell’esistente e in definitiva della lotta eterna tra Bene e Male: l’Occhio di Sauron. Visto e fotografato qui non dagli occhi di Frodo ma dalle superlenti del telescopio spaziale James Webb. Con una nitidezza che in effetti toglie il respiro. 

Ripresa più volte dai precedenti telescopi spaziali tra cui Hubble e Spitzer, ma osservata la prima volta circa 200 anni fa anche con normali telescopi terrestri, la Nebulosa Elica si trova – rispetto a migliaia di altre lontanissime galassie – a poco più di un tiro di schioppo dalla Terra: neanche 700 anni luce. È composta da strati di gas e polvere: il materiale più caldo assume una colorazione blu, mentre quello più freddo una tonalità rossa. La nuova immagine scattata dalla NirCam di James Webb porta i dettagli a un livello completamente nuovo, con strisce di gas ionizzato che collidono con un anello di materiale più freddo in cui gli atomi di idrogeno si fondono per formare molecole di un intenso colore arancione. Si vedono strisce come di proiettili gassosi, simili a fuochi d’artificio o comete, che si innalzano da una superficie in fiamme. Sembrano dirette verso una massa arancione. Gli astronomi spiegano che un po’ alla volta si raffredderanno e fluttueranno nello spazio sotto forma di una foschia rossa. E poi, tra alcuni milioni di anni, daranno origine a una nuova generazione di stelle e pianeti.




















































2 febbraio 2026 ( modifica il 2 febbraio 2026 | 22:58)