di
Marco Bonarrigo

La biathleta altoatesina, 25 anni, positiva al letrozolo, la sostanza che mise nei guai Errani. Il Coni la sostituisce

A quattro giorni dalla cerimonia inaugurale, le Olimpiadi Invernali azzurre cominciano in salita: per la seconda volta nella storia, un atleta italiano convocato ai Giochi viene fermato dall’antidoping alla vigilia dell’ingresso nel Villaggio. Nel 2012 toccò al marciatore Alex Schwazer, ieri ad un’altra altoatesina, la 25enne biathleta Rebecca Passler

In un controllo a sorpresa fuori competizione Passler, la meno quotata delle cinque azzurre convocate, è stata trovata positiva al letrozolo, un inibitore dell’aromatasi utilizzato in medicina per contrastare alcune forme di cancro al seno e venuto alla ribalta con il caso della tennista Sara Errani. La sostanza è vietata perché mantiene elevati i livelli di testosterone in circolo, sia che questi si abbassino per motivi terapeutici che con l’allenamento e quindi in un atleta migliora illecitamente la prestazione



















































Passler, che come all’epoca Schwazer milita nel gruppo sportivo dei Carabinieri, è stata sospesa e nelle prossime ore potrebbe essere rimpiazzata, ha spiegato ieri il Coni in una nota. La notizia ha scioccato lo sport azzurro e una disciplina che si presenta sul circuito olimpico di Anterselva con ambizioni sia individuali che in staffetta grazie alle veterane Dorotea Wierer e Lisa Vittozzi e al nuovo fenomeno Tommaso Giacomel.

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Nipote di Johan Passler

Nata a Brunico nel 2001, nipote di Johan che vinse due bronzi olimpici e due ori mondiali a fine anni Ottanta, dopo una brillante carriera da junior, Passler non ha ancora confermato il suo talento e non è mai entrata nelle prime dieci in una prova di Coppa del Mondo. L’azzurra può presentare ricorso urgente alla sezione olimpica ad hoc del Tas di Losanna che si è installata a Milano. Ma organizzare in poche ore una difesa è praticamente impossibile e, qualora lo facesse, Rebecca perderebbe il diritto a un successivo procedimento con le garanzie davanti alla Corte di Losanna.

Cos’è il letrozolo

Classificato nella categoria S4 dei farmaci vietati, il letrozolo è una sostanza di cui l’atleta può provare a dimostrare un’assunzione involontaria o un’eventuale contaminazione, sapendo che se ci riuscirà otterrà solo una riduzione di pena, perché l’omesso controllo viene comunque punito

Sara Errani convinse la Corte del tennis che il letrozolo era entrato nel suo organismo per una pastiglia di Femara (il nome commerciale del farmaco in Italia) scivolata inavvertitamente nell’impasto dei tortellini preparati dalla madre che soffriva di un tumore. Fu sospesa per 10 mesi. Il canottiere Niccolò Mornati venne squalificato 4 anni (la sostanza era l’analogo anastrozolo) pur avendo consegnato alla Corte un integratore a suo dire contaminato.

Le positività al letrozolo sono rare. La più recente è quella del ciclocrossista belga Toon Aerts che si è difeso vigorosamente consegnando al tribunale dell’Unione Ciclistica (Uci) campioni di un integratore proteico acquistato negli Usa che secondo le analisi di un laboratorio da lui consultato era contaminato con il principio attivo proibito. 

Il Tribunale non trovò traccia di alterazione e spiegò che anche se il prodotto fosse stato inquinato le dosi assunte dall’atleta non avrebbe superato le soglie. L’agenzia antidoping americana Usada ha informato gli atleti di non avere notizia di integratori contaminati.

3 febbraio 2026 ( modifica il 3 febbraio 2026 | 13:58)