Genesi dell’AMR26 orientata allo sviluppo
La prima apparizione pubblica della nuova Aston Martin ha suscitato grande curiosità, con diverse soluzioni intriganti. A catturare subito l’occhio è stato il retrotreno, ma un’analisi più approfondita rivela invece che è l’anteriore ad essere l’area più estrema. Adrian Newey, il ‘padre’ dell’AMR26, in una lunga intervista rilasciata al sito ufficiale della scuderia di Lawrence Stroll ha spiegato che quanto visto al Montmelò è solo l’inizio e che la vettura che scenderà in pista a Melbourne sarà molto diversa rispetto a quella che ha debuttato giovedì e venerdì scorsi in Catalogna coprendo 61 giri con Fernando Alonso al volante.
“Abbiamo cercato di costruire qualcosa che speriamo abbia un notevole potenziale di sviluppo – le parole di Adrian Newey – era importante evitare di progettare un’auto magari ‘puntuale’ a livello di tempistiche di costruzione, ma con poco potenziale a livello di sviluppo. Quella per essere in pista a Barcellona è stata una corsa contro il tempo, perché la macchina ha effettivamente preso forma nelle ultimissime settimane. Non è stato facile per i miei ingegneri meccanici accettare le sfide che ho posto loro, ma era importante riuscire a ‘miniaturizzare’ tutto per rendere l’AMR26 il più compatta possibile. Ci siamo concentrati molto sui fondamentali, impegnandoci al massimo, sapendo che alcune appendici – ali, carrozzeria, elementi che possono essere modificati durante la stagione – avranno, si spera, un buon potenziale di sviluppo”.
“L’AMR26 che correrà a Melbourne sarà molto diversa da quella che si è vista allo Shakedown di Barcellona, e l’AMR26 con cui concluderemo la stagione ad Abu Dhabi sarà molto diversa da quella con cui la inizieremo – ha aggiunto Newey – è molto importante mantenere una mentalità aperta. Io team principal? Per molti versi, per me, è semplicemente un titolo. Il ruolo all’interno del team è cercare di fornire una direzione, un’etica, una cultura, che tutti rispettino. Cerco di dare il buon esempio, quando possibile. Ma in realtà, si tratta di far crescere tutti, stiamo cercando di crescere a tutti i livelli in modo da lavorare bene insieme, il che significa che otterremo il meglio l’uno dall’altro”.