Da alcuni giorni gli scrittori siciliani si sono mobilitati per salvare la biblioteca e casa museo Angelo Marsiano, dove è custodita la memoria storica di Niscemi. Un luogo piccolo ma ricco di storia che rappresenta il cuore pulsante della memoria del paese di Niscemi.

Come sempre, sono arrivati i detrattori: «Non vi occupate delle case della povera gente, vergogna», c’è stato detto. O ancora: «Volete mettere a repentaglio la vita degli uomini della protezione civile e dei vigili del fuoco per quattro volumi di neanche tanto valore».

La verità è diversa. Oggi emerge la coscienza di quanto sia importante salvaguardare i luoghi — simbolo. Niscemi ha dei luoghi che preservano e testimoniano la sua storia: le sue chiese, i palazzi, questa biblioteca, ciò che la rende unica ed irripetibile si trova all’interno della zona rossa. E a questo punto mi sembra giusto precisare che la memoria collettiva si somma e non si sostituisce alla memoria privata.

Bisogna fare di tutto, di tutto, per salvaguardare ciò che resta delle case del paese, costruite con fatica, con cura e che custodiscono tra le loro mura una speranza di futuro o perlomeno di una vita serena, e bisogna farlo in sicurezza, rispettando il lavoro di Vigili del Fuoco e Protezione civile. Su un aspetto di questa vicenda, però, voglio soffermarmi: questa mobilitazione dimostra che la cultura e la coscienza del territorio in Sicilia è viva e forte, e che gli autori ci sono perché amano questa terra. Ci sono luoghi dove il nostro passato viene custodito e amato: Niscemi in questo momento è il cuore della Sicilia e tutti noi dobbiamo avere rispetto e cura per questo territorio. Niscemi e i niscemesi non si meritano lo scempio cui sono sottoposti, e non se lo meritano tutti i siciliani onesti che altrove — come accade nei paesi del Messinese messi alla prova dall’uragano Harry — si stanno dannando l’anima per rimettersi in piedi e riprendere a lavorare.

È a dir poco crudele sentire le dichiarazioni antimeridionaliste che arrivano dai social e da alcuni mezzi stampa per cui le case di Niscemi sarebbero abusive, o peggio, che non avrebbero nessun valore. Trovo che queste dichiarazioni siano non solo fuori luogo ma siano anche di una crudeltà gratuita e dimostrano ancora una volta il peso di pregiudizi durissimi a morire.

Ciò che emerge, al di là dei soliti tromboni malpensanti dei social che non perdono occasione di liberarsi del proprio livore anche in presenza di situazioni così drammatiche, è che i siciliani sono persone forti, orgogliose, piene di dignità e soprattutto che hanno a cuore la propria cultura. i cittadini di Niscemi, per conto mio, sono da ammirare per la forza d’animo e per il coraggio che stanno dimostrando, per la straordinaria dignità che stanno esibendo dinanzi a un’Italia distratta.

C’è chi sta perdendo una casa che appartiene alle generazioni della propria famiglia, c’è chi ha investito molto denaro per una ristrutturazione che adesso rischia di finire in briciole. Eppure non vedo né piagnistei, né proteste ma tantissima forza d’animo, sopratutto da parte di tanti ragazzi che danno una mano per aiutare, ciascuno per come può. Niscemi dovrebbe essere un esempio per l’Italia intera.