di
Cesare Giuzzi

Operazione Giochi sicuri. Massima attenzione per sabato, con la manifestazione da piazza Medaglie d’Oro al Corvetto. Venerdì un primo corteo, allerta anche giovedì per il gala dei capi di Stato

L’attenzione è tutta sul corteo di sabato. Da piazza Medaglie d’Oro, fino al Corvetto. Sfilando lungo corso Lodi, a due passi dal Villaggio olimpico di Scalo Romana. Questo il punto più «caldo» del corteo «dell’opposizione sociale» ai Giochi Milano-Cortina.
In piazza (atteso qualche migliaio di militanti) centri sociali, sindacati di base, mondo antagonista, collettivi studenteschi, reti della lotta per il diritto all’abitare e pro Pal. Un microcosmo della protesta che però — almeno questo dicono le ultime analisi di Viminale, Antiterrorismo e Aisi — non dovrebbe essere una replica di quanto visto tre giorni fa a Torino. L’ala dei duri e puri, gli anarchici insurrezionalisti e la rete nera internazionale (Grecia, Spagna, Francia e Germania), si è dimostrata «fredda» di fronte alla mobilitazione anti olimpica che a Milano si sta organizzando da almeno un anno.
 
Colpa di una gestione interna al movimento orientata su temi più di carattere sociale (carovita, speculazione edilizia, green) ritenuti troppo «timidi» per chi invece teorizza e pratica lo scontro totale allo Stato e la lotta per gli spazi occupati. Certo la vetrina internazionale, con tutti gli occhi puntati su Milano, sarà comunque un buon palcoscenico. Possibile un tentativo di sfondare i cordoni di polizia e carabinieri nei punti critici. Ma niente a che vedere con il corteo No Expo di 11 anni fa.

Allerta anche per giovedì e venerdì, giorni della passerella della fiamma olimpica e della cerimonia di inaugurazione alle 20 del 6 febbraio allo stadio Meazza. Sempre venerdì l’anticipazione della protesta nel quartiere di San Siro (viale Mar Jonio) con il tentativo degli antagonisti di «coinvolgere» le giovani generazioni «maranza».
 
A Milano sono già arrivati duemila agenti di rinforzo. La maggior parte impegnata in operazioni di vigilanza e scorte in progressiva diminuzione fino alle Paralimpiadi. In totale, compreso il personale «milanese» già in servizio (volanti, radiomobile, reparto mobile), si supereranno nei momenti di picco i 6 mila operatori.



















































Ma sicurezza olimpica sarà soprattutto la gestione di 50 di capi di Stato e quasi un centinaio di delegazioni da tutto il mondo. Ieri la prova generale con la visita del presidente Sergio Mattarella, in vista dell’inaugurazione di giovedì del Villaggio olimpico e della cena di gala con 800 tra capi di Stato, di governo e sovrani. Strade chiuse, centro paralizzato e zone rosse.
Blindati con teste di cuoio, tiratori scelti e squadre anti hacker, i siti agonistici — Arena Santa Giulia, Forum di Assago, Ice park alla Fiera di Rho — ma anche gli hotel dove alloggeranno le delegazioni straniere. Il Gallia vicino alla stazione Centrale sarà il «compound» Usa: giovedì l’arrivo del vicepresidente J.D. Vance e del segretario di Stato Marco Rubio con 11 aerei attesi a Malpensa. Casa Stati Uniti sarà invece ai Navigli.
Poi il lungo elenco di Olympic family hotel dove alloggeranno i membri del Cio e non solo: dal Westin Palace di piazza Repubblica — qui le principesse Margherita d’Olanda, Vittoria di Svezia, Haya di Giordania e Astrid del Belgio e il Principe Alberto di Monaco —, passando per i vicini Principe di Savoia e Nh Touring, l’Hilton di via Galvani e il Nyx Hotel di piazza 4 novembre. Occhi puntati anche sui «siti sensibili»: da Eni a Leonardo, fino a consolati e obiettivi israeliani.


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3 febbraio 2026 ( modifica il 3 febbraio 2026 | 10:16)