CORTINA D’AMPEZZO (BELLUNO) – La cabinovia per trasportare gli spettatori delle gare di sci sulla Tofana, a Cortina d’Ampezzo, non entrerà in servizio nei termini previsti, in tempo per le Olimpiadi invernali che aprono venerdì 6 febbraio. Di conseguenza, gli organizzatori di Fondazione Milano Cortina 2026 (MiCo) hanno chiesto di fermare le scuole del paese per tre giorni, dal 10 al 12 febbraio. Ma dal tavolo sulla sicurezza e l’ordine pubblico, convocato da Antonello Roccoberton, prefetto di Belluno, è arrivata la decisione di non chiudere le scuole dell’istituto omnicomprensivo Ampezzo Cadore e cioè i licei artistico, classico e scientifico e gli istituti tecnico commerciale e professionale alberghiero.

APPROFONDIMENTI


La situazione

La richiesta di MiCo mirava a ridurre il numero di auto sulle strade, quelle dei genitori che portano i figli a scuola, per agevolare il trasporto con i pullman dei tifosi e dei turisti, diretti nella conca per assistere alle gare o per vivere l’atmosfera olimpica del paese. Martedì 10 febbraio è prevista la combinata a squadre; giovedì 12 il supergigante, al quale è atteso il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. la Fondazione Milano Cortina aveva scritto: “Il venir meno, a ridosso dell’avvio delle operazioni olimpiche, di tale infrastruttura strategica genera rilevantissime criticità organizzative, con impatti significativi sulla gestione dei flussi, sulla sicurezza e sulla capacità complessiva del sistema di assorbire la mobilità alternativa necessaria”. Alcune classi delle scuole superiori cortinesi saranno comunque impegnate per i Giochi ad affiancare gli organizzatori, soprattutto nell’accoglienza, grazie all’esperienza maturata nelle lezioni pratiche, di sala, cucina e bar, nella scuola alberghiera. Sono stati coinvolti anche i ragazzi del liceo artistico nell’alternanza scuola-lavoro, come accadde in passato, quando crearono i trofei da consegnare alle atlete delle gare di Coppa del mondo di sci alpino femminile.

I lavori

Se non gira ancora la cabinovia, con vetture da dieci posti e una portata oraria di 2.400 persone, dal centro di Cortina al comprensorio sciistico di Socrepes, e non è dato sapere quando potrà farlo, sono invece del tutto operativi gli impianti sportivi. È pronto, e ripetutamente testato, lo Sliding centre, l’impianto per gli sport di scivolamento, la pista Eugenio Monti per bob, skeleton e slittino. Il programma delle gare è molto intenso: comincerà lo slittino alla fine di questa settimana. Seguirà lo skeleton, per concludere con i bob, prima il singolo femminile, il doppio femminile e maschile, per arrivare al pesante bob a quattro maschile, 630 chili lanciati a 140 all’ora sul ghiaccio, che chiuderà il programma olimpico domenica 22 febbraio, l’ultimo giorno di gare. È pronta la pista Olympia delle Tofane per le gare femminili di sci alpino. Le atlete della velocità saranno impegnate nelle prove ufficiali cronometrate di discesa libera la mattina di giovedì 5 febbraio, in vista della gara di domenica 8. Un’altra prova dovrebbe svolgersi sabato 7, ma su queste due giornate grava l’incertezza meteorologica, con previsioni di nevicate. Allo stadio Olimpico del ghiaccio, monumento ai VII Giochi Cortina 1956, si gareggia già domani sera, mercoledì 4, con le prime partite del Round Robin, il girone di qualificazione del torneo di doppio misto di curling. La mattina di giovedì 5 esordisce la squadra italiana: i campioni olimpici e mondiali in carica, l’ampezzana Stefania Constantini e il trentino Amos Mosaner, incontreranno la Corea del Sud. La stessa sera, alle 19, avranno un test probante, contro la forte rappresentativa del Canada.

La paternità

«Questa Olimpiade per quanto riguarda Veneto, Trentino e Alto Adige me la sono pensata, voluta e difesa e oggi è realtà», ha detto l’ex governatore del Veneto e ora presidente del consiglio regionale Luca Zaia, arrivando ieri a Milano per la cerimonia di apertura della 145° sessione del Cio, ricordando che il dossier olimpico risale al 2018. Una risposta indiretta alla formazione politica Verona Domani che sui social ha rivendicato la paternità dell’idea di svolgere all’Arena la cerimonia conclusiva dei Giochi.