di
Chiara Maffioletti
Gerry Scotti ha deciso di dismettere i «dobloni» nelle sue trasmissioni
Sono stati il Sacro Graal dei quiz televisivi, l’oggetto mitologico che dal 1955 i telespettatori si figurano, senza averli mai visti. Evocati da generazioni di conduttori, sognati da aspiranti campioni di giochi a premi, vinti da pochissimi fortunati ma conosciuti praticamente da tutti: i gettoni d’oro. I montepremi dei programmi televisivi in cui erano previste vincite erano conteggiati da sempre solo attraverso la somma di queste monete in oro 18 carati con impresso il logo della rete televisiva che le ha emesse, prodotte dal Banco Metalli. Finora. A dare il via a una rivoluzione epocale — almeno per il costume televisivo — ci ha pensato Gerry Scotti, che su Canale 5 ha detto: «Ho un annuncio importante da fare. È una cosa che avevo chiesto vent’anni fa. Ci hanno messo vent’anni ad ascoltarmi e ad accontentarmi… Dal primo febbraio i premi nei giochi televisivi La ruota della fortuna e più tardi anche a Chi vuol essere milionario non verranno più dati in gettoni d’oro ma saranno liquidati in soldi reali con la ritenuta d’acconto». Un cambiamento che rende tutto più contemporaneo, anche se meno romantico, sostituendo l’idea di un sacchettino pieno di dobloni d’oro consegnato al termine della trasmissione al vincitore di turno, con il più freddo (e pratico) invio virtuale della somma. Alla base di questa innovazione — al momento isolata: la Rai sta continuando a pagare i vincitori dei suoi giochi a premi in questo modo — c’è il desiderio di semplificare il processo e anche quello di ridurre le spese, visto che l’importo del premio verrebbe bonificato già tassato della ritenuta d’acconto al 20% con l’emittente (e quindi, Mediaset) che assume il ruolo di sostituto d’imposta.
I gettoni d’oro nascevano infatti come metodo di pagamento per le vincite dei quiz in risposta al divieto di consegnare denaro contante in premi non autorizzati. Il rischio implicito era quello di considerare le trasmissioni a premi come gioco d’azzardo. Le emittenti televisive hanno però continuato a usare questo strumento — entrato a far parte del linguaggio televisivo — per anni, nonostante la legalizzazione del pagamento in contanti nel 2018. Il gettone d’oro era diventato uno standard. Ma in tanti si interrogavano su quale fosse il suo reale valore. A dare una risposta ci aveva pensato anche Antonio Ricci con un servizio di Striscia la Notizia di qualche mese fa, in cui aveva interpellato l’avvocato Guido Doria, professore in Corporate Finance Law. Che aveva spiegato: «Su 100mila euro di vincita il concorrente ne porta a casa 60mila circa. Il 20% va decurtato per le imposte, un ulteriore 22% è il valore dell’Iva per il prezzo d’acquisto dei gettoni d’oro».
Gettoni d’oro che, però, non sono «d’oro 24 carati, ma 18 carati. Ci sono altre materie all’interno: se vado a venderlo, va fuso per ricavare l’oro e questa operazione va pagata». Insomma, al netto del mito della moneta dorata, che dai tempi di Mike è arrivata fino a a quelli di Gerry, il bonifico è molto più conveniente anche per chi vince: il primo a sfruttare questa novità è stato Paolo, studente di ingegneria di 19 anni che si è aggiudicato 20 mila euro a La ruota della fortuna. In soldi «reali».
4 febbraio 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA