Il cambio di controllo in Mediobanca copo l’acquisizione di Mps ha innescato, secondo il Financial Times, la fuoriuscita di almeno una dozzina di banchieri di primo piano della storica istituzione milanese
Scosse nel private banking italiano dopo il cambio di controllo di Mediobanca. Circa una dozzina di banchieri di primo piano della storica istituzione milanese ha lasciato l’istituto per approdare in Deutsche Bank, che punta a rafforzare la propria presenza nel segmento più redditizio della gestione dei grandi patrimoni. È quanto riporta il Financial Times. Un movimento che si inserisce nel clima di incertezza seguito all’acquisizione di Mediobanca da parte di Monte dei Paschi di Siena, perfezionata a fine 2025.
Le nomine
Il riassetto ha già avuto effetti visibili ai vertici: a ottobre è uscito di scena l’amministratore delegato Alberto Nagel e, nelle settimane successive, una parte rilevante del team del private banking, inclusi quattro managing director, ha scelto di cambiare casacca. Alla base delle uscite, secondo fonti citate dal Financial Times, Mps non è mai stata un attore rilevante nel wealth management, mentre Mediobanca vanta relazioni storiche con famiglie imprenditoriali e clienti ad alto patrimonio.
Mediobanca resta uno dei principali operatori italiani del settore, con una forza e un network relazionale importante, che avrebbe reso i suoi banchieri particolarmente appetibili per la concorrenza internazionale. Nei prossimi mesi Mps dovrà sciogliere il nodo strategico: integrazione completa con possibile delisting di Mediobanca oppure mantenimento di due entità separate.
Le assunzioni
Nel frattempo il nuovo vertice della banca milanese, guidato da Alessandro Melzi d’Eril, sta lavorando a una riorganizzazione del wealth management e ha nominato Francesco Grosoli, alla guida della controllata monegasca Cmb, come nuovo responsabile della divisione.
Dall’altra parte, Deutsche Bank accelera. Il responsabile globale del private banking, l’italiano Claudio de Sanctis, ha annunciato un piano di espansione che prevede l’assunzione di circa 250 gestori patrimoniali nel mondo in tre anni. Una scommessa su un business ritenuto più stabile e a margini elevati rispetto all’investment banking tradizionale. Nel 2025 la gestione patrimoniale del gruppo tedesco ha registrato un aumento dei ricavi del 6%, arrivando a 4,4 miliardi di euro, in linea con la crescita complessiva della banca.
4 febbraio 2026 ( modifica il 4 febbraio 2026 | 08:48)
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