ROVIGO – Vivace, attenta e felice. È così che si è presentata Giuliana Galletto, 85 anni, maestra per oltre quarant’anni, all’arrivo di tre colleghe e amiche di una vita nella Piccola casa di padre Leopoldo, in Tassina. «Una sorpresa grande» ha iniziato a esclamare Giuliana, che faticava a contenere la gioia nel vedere Marina Borgato, Mirella Destro e Luigina Cavazzana, riunite dopo diversi anni durante i quali, anche a causa della pandemia, le quattro amiche erano state costrette ad allontanarsi. «Siete venute tutte assieme a trovarmi, ma vi siete messe d’accordo?», le ha incalzate Giuliana, con l’ironia che ancora la contraddistingue. «Mi avete fatto una sorpresa grande».
Bastano pochi minuti e i ricordi tornano a scorrere come un fiume in piena, riportando le quattro donne ai banchi di scuola, quando fino a vent’anni prima erano loro ogni giorno in prima linea. Insieme sono state le maestre della scuola primaria Mattioli, in Tassina. C’era chi insegnava musica, chi italiano o matematica. E poi c’era Giuliana, con la sua sensibilità speciale e la sua vocazione profonda. Faceva l’insegnante di sostegno in un’epoca in cui questa figura non era ancora così centrale, né scontata.
SEMPRE TRA I BANCHI
«Ho passato tutta la vita a scuola – racconta Giuliana – e pensare che in prima media mi avevano addirittura bocciata. Questo non mi ha di certo frenata. All’epoca, poi, se veniva bocciata una ragazzina non faceva notizia: avrebbe fatto più scalpore se fosse capitato a un maschio, perché avrebbe ritardato la leva militare».
Erano altri tempi e anche per questo il percorso di Giuliana faceva parte di una silenziosa rivoluzione: donne che studiavano, lavoravano, si spostavano, costruivano autonomia e futuro con una determinazione invidiabile. La sua carriera era partita dal Delta del Po. Tolle, Po della Gnocca, Ca’ Venier e Donzella sono state alcune delle località che raggiungeva ogni giorno partendo da Rovigo con la “corriera delle maestre”, che portava le insegnanti nel Basso Polesine a svolgere il proprio lavoro. Tra gli anni Sessanta e Settanta, in Polesine era piuttosto diffusa la soluzione degli appartamenti per insegnanti ricavati nei sottotetti delle scuole, soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree rurali. Un’idea di scuola come presidio civile permanente, con l’insegnante al centro della vita della comunità.
Giuliana, però, come altre colleghe dell’epoca non adottò questa soluzione: nel capoluogo aveva un marito e una famiglia. Così ogni mattina affrontava con determinazione il lungo viaggio in corriera da Rovigo al Delta, fino a quando arrivarono i primi trasferimenti: Crespino, Granzette e infine Rovigo centro, dove insegnò prima alle Miani e successivamente, dal 1990 al 2000, anno della pensione, proprio alla Mattioli in Tassina.
BAMBINE CHE SI RITROVANO
Qui ritrovò anche la sua storica compagna di classe, Luigina Cavazzana, diventata come lei insegnante. Per specializzarsi Giuliana aveva studiato a Firenze. Amava la musica, la insegnava ai bambini e suonava il pianoforte, come sua madre. Un ricordo rimasto vivo anche per Luigina che da bambina, quando si recava a giocare a casa dell’amica, in viale Trieste, restava incantata dalla melodia che proveniva dal pianoforte, abilmente suonato dalla mamma di Giuliana.
Commovente anche il momento in cui Mirella Destro ha sfogliato un album di canzoni scritte e adattate da Giuliana come regalo di pensionamento proprio per la collega. Ciò che Giuliana ha seminato nella sua vita continua a vivere negli sguardi, nei ricordi, nelle risate che hanno riempito un semplice pomeriggio alla Piccola casa di padre Leopoldo, perché certe amicizie resistono al tempo e alle distanze e quando si ritrovano, basta uno sguardo per ricominciare da dove ci si era fermate.
Un bel regalo per la maestra Giuliana Galletto, organizzato dai volontari del Gruppo spontaneo della Tassina e dalle amiche di una vita Marina, Luigina e Mirella.