di
Redazione Sport

Il 23enne, 9° degli ultimi Europei, investito da un’auto che non si è fermata. Ha raccolto lo specchietto rotto e ha fatto identificare il guidatore dalla Guardia Civil: «Se mi avesse preso in pieno non sarei qui»

Grande spavento per Gianmarco Garofoli, il 23enne marchigiano della Soudal-Quick Step che oggi, 4 febbraio, ha raccontato di essere stato investito da un pirata della strada mentre si stava allenando a Tenerife.

Il 23enne anconetano si è sfogato su Instagram: «Oggi faccio fatica a trovare le parole. Queste foto raccontano un momento che mi ha segnato più di quanto riesca a spiegare. Sono stato investito da un pirata della strada: arrivava da dietro, a tutta velocità, oltre i 100 km/h, ben oltre il limite. Ero perfettamente visibile: indossavo uno smanicato giallo fluo e avevo la luce rossa posteriore lampeggiante accesa. Nonostante questo, non ha rallentato, non si è spostato, non ha fatto nulla. È sbucato alle mie spalle e mi ha colpito con lo specchietto e con la parte anteriore dell’auto».



















































Garofoli, un nono posto nell’ultima edizione degli Europei a 5’59” dal vincitore Pogacar, assicura: «In quell’istante ho capito che se mi avesse preso in pieno, probabilmente oggi non sarei qui».

Il giovane ciclista ha continuato così: «Dopo l’impatto mi sono sentito impotente, fragile, completamente in balia di qualcosa che non potevo controllare. Ma la cosa più brutta non è stata solo la botta: è stato vedere che non si è fermato. È scappato, lasciandomi lì sull’asfalto, come se la mia vita non contasse nulla».

Gianmarco Garofoli investito alle Canarie: «L'auto andava a 100 allora, grato di essere ancora qui»

Rialzandosi, l’azzurro —che ha partecipato all’ultimo Giro d’Italia (2025) chiudendo in 31ª posizione e alla Vuelta a España 2024 chiudendo 48°— ha però raccolto un pezzo di specchietto da terra. «Il caso ha voluto che, rientrando verso l’hotel ancora sotto shock, vedessi una Seat bianca che corrispondeva perfettamente all’auto che mi aveva investito. Lo specchietto era rotto… Ho chiamato subito la Guardia Civil, che si è occupata del caso e ha identificato il guidatore. Sono poi andato in ospedale: per fortuna nulla di rotto, solo tanti ematomi sulla parte sinistra del corpo. Dentro però qualcosa si è rotto lo stesso».

La decisione di raccontare la storia arriva anche per sensibilizzare gli automobilisti su quanto possa essere pericoloso incrociare ciclisti «inermi sulla strada» e di come basti «un secondo, una scelta sbagliata, per cambiare una vita. Oggi va così. Domani si riparte, con un po’ di paura in più, ma con tanta gratitudine per essere ancora qui».

4 febbraio 2026