di
Alessia Conzonato

Il Washington Post, uno dei principali giornali degli Stati Uniti noto in tutto il mondo, prevede di licenziare centinaia di giornalisti. Il proprietario Bezos ha mostrato preoccupazione per gli scarsi risultati in ricavi e lettori

Il Washington Post, uno dei principali giornali degli Stati Uniti noto in tutto il mondo, prevede di licenziare centinaia di giornalisti. A riportalo è il New York Times, secondo cui ci sarebbe stata una videochiamata con i dipendenti per annunciare l’inizio dei tagli in redazione. Questa decisione arriva pochi giorni dopo che il quotidiano – edito dal 2013 dal fondatore di Amazon, Jeff Bezos – ha ridotto la copertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 a causa delle crescenti perdite finanziarie.

La comunicazione ai dipendenti

Il direttore esecutivo, Matt Murray, e il responsabile delle risorse umane, Wayne Connell, hanno inviato una mail ai dipendenti invitandoli a «restare a casa per l’intera giornata» chiedendo però di partecipare a una riunione su Zoom alle 8.30 del mattino. Secondo alcune fonti interne, «le azioni che stiamo intraprendendo comprendono un ampio reset strategico con significativi tagli del personale. Le azioni sono per mettere al sicuro il futuro», sono state le parole di Murray. Ha confermato, poi, che le sezioni più importanti delle notizie più importanti rimarranno quelle sulla politica e sul governo e crescerà la copertura su tematiche come scienze, salute, tecnologie e storie di vita quotidiana online.



















































I tagli al personale

Da settimane erano attesi i licenziamenti, precisamente da quando la dirigenza aveva comunicato che non sarebbero stati inviati dei giornalisti a coprire l’evento dei Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026. Stando a quanto riportato, il taglio dovrebbe interessare circa un terzo dei dipendenti del Washington Post, tra cui più di 300 degli 800 giornalisti totali della redazione. Le misure che si prevede saranno attuate sono la chiusura quasi totale della redazione Sport, l’eliminazione di quella Libri e la cancellazione del podcast quotidiano Post Reports. Potrebbe essere notevolmente tagliata la redazione Metro, che si occupa di coprire Washington DC, Maryland e Virginia. Si figura un forte ridimensionamento anche della copertura internazionale, nonostante molte redazioni estere rimarranno operative.

La lettera dei giornalisti

Di recente il miliardario Bezos, proprietario del quotidiano, ha mostrato preoccupazione per gli scarsi risultati in termini di ricavi e anche di lettori. Il capo ufficio Matt Viser e altri sette cronisti della Cas Bianca hanno firmato una lettera – ottenuta e divulgata dalla Cnn – con cui i giornalisti avvertono che il giornale non potrà mantenere i suoi standard di eccellenza se verranno colpite in modo significativo altre aree della testata. «Se il piano è riorientare il giornale quasi esclusivamente sulla politica — si legge — vogliamo sottolineare quanto il nostro lavoro dipenda dalla collaborazione con le redazioni esteri, sportive e locali. Se una parte viene indebolita, ne risentiremo tutti».

La crisi del Washington Post

Il fondatore di Amazon e miliardario Jeff Bezos ha comprato il giornale americano Washington Post nel 2013. A caratterizzare la sua linea, in un primo momento, sono stati importanti investimenti per lo sviluppo dell’informazione e una posizione di contrasto rispetto alla prima amministrazione di Donald Trump. Tanto che il quotidiano ha registrato un’importante crescita in termini di abbonamenti digitali e ricavi. Da due anni, però, è evidente la frenata, probabilmente perché la testata ha raggiunto il livello massimo possibile in termini di pubblico, al punto che lo stesso Bezos ha ordinato un capovolgimento nella collocazione verso il presidente degli Stati Uniti.

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4 febbraio 2026