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Cesare Zapperi e Redazione Online
A Modena la prima uscita pubblica dell’ex generale dopo lo strappo dalla Lega e la nascita del suo partito Futuro Nazionale: «La mia, una destra vera e forte. E il partito sarà naturale interlocutore del centrodestra». Poi ospite di «Realpolitik»
L’ex generale Roberto Vannacci, ex vicesegretario della Lega e fondatore del partito Futuro Nazionale, dalla zona Arrivi dell’aeroporto Marconi di Bologna non usa mezze misure e subito attacca. «Il traditore è Salvini», le parole raccolte da Repubblica. Nel mirino: armi all’Ucraina e legge Fornero. «I miei princìpi e i miei valori rimangono fissi – ha spiegato – Non rinuncio alla mia identità per un compromesso e un inciucio». E ribadisce: «La mia è una destra vera, forte. Che non significa nera, ma vera».
Vannacci a «Realpolitik»: «Io come Meloni»
Stessa linea durante la puntata di «Realpolitik» su Retequattro, dove pure replica a Matteo Salvini che lo ha paragonato a Gianfranco Fini, e anzi rilancia. «Piuttosto che come Fini – dice- io mi sento come Meloni quando ha lasciato il Pdl per le divergenze di vedute. Salvini ha parlato di lealtà, onore, disciplina e dovere. Lealtà non vuol dire obbedienza cieca, onore non vuol dire immobilismo, disciplina non vuol dire rinunciare a pensare e dovere vuol dire assumersi delle responsabilità. Io non abbandono il posto di combattimento».
L’ex generale ha anche chiarito che non si dimetterà da eurodeputato: «Chi dice che devo lasciare, non conosce la Costituzione, che all’articolo 67 prevede che ogni membro del Parlamento rappresenta la sua Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincoli di mandato. Quindi, il mandato risiede nell’eletto e non nel partito che lo contiene. Per questo chi viene eletto deve rispondere ai suoi elettori. Io sono stato eletto in Europa con il metodo delle preferenze e i 563 mila elettori hanno scritto per 563 mila volte il mio nome, non quello del partito». Su giustizia e Referendum, nessun dubbio: «Voterò convintamente per il sì».
Il duro attacco a Salvini
Nel pomeriggio emiliano, un duro attacco a Salvini. «Io sleale? È Matteo Salvini, o meglio il suo partito, nel quale ero, che continua a promuovere determinate idee e concetti e poi allo stato dei fatti quando si tratta di votarli va in un’altra direzione», aggiunge. «Salvini è quello che per anni ha detto che andava demolita la legge Fornero, invece poi china il capo, si mette in posizione prona in una coalizione che invece la promuove e la conferma». «È Salvini che ha tradito le promesse in qualche modo».
L’intervento a Modena
Il nuovo partito debutta a Modena, dove Vannacci è arrivato per parlare di “Remigrazione” uno dei suoi temi forti. Nella sala dell’albergo alla periferia della città emiliana 350 sostenitori (ma le richieste di partecipazione erano più di 3 mila).
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Il sondaggio: «4,2%? Mica male»
Si parte con i sondaggi. «Non faccio analisi elettorale – dice Vannacci – Stamattina un sondaggio presentava qualcosa che ancora non esiste al 4,2%, mica male come rampa di lancio. Significa che c’è qualcuno che apprezza i valori del mio partito che ho specificato nel mio manifesto».
Lo strappo dalla Lega
E sull’addio alla Lega ribadisce: «Io non rimango in un partito che tradisce la mia identità». «Io non ho preso nessun taxi – spiega ancora – Evidentemente il taxi ha cambiato direzione, a me interessa arrivare alla meta. Sono sceso da questo taxi, procedo a piedi con lo zaino, bussola e cartina». Roberto Vannacci rigetta le accuse che arrivano dalla Lega e come un amante tradito scarica tutte le colpe sull’altra parte. «Non ho tradito nessuno, sono rimasto fedele ai miei valori e ai miei ideali. Non è possibile, invece, un giorno essere identitari e l’altro liberali e progressisti come vorrebbe Zaia. Non è possibile lanciare una campagna contro le armi e poi votare un decreto per gli aiuti militari all’Ucraina. Non si può promettere di cancellare la legge Fornero e poi stare in un governo che non ha abolito quella normativa ma anzi l’ha rafforzata».

Il generale risponde colpo su colpo alle accuse che gli sono piovute addosso dalla Lega. «Mi hanno fatto vicesegretario ma non mi hanno dato l’autorità per esercitare il ruolo. In Toscana mi hanno boicottato, ogni giorno subivo attacchi. Fondare un partito nuovo era l’unica possibilità». Il partito di Vannacci, Futuro Nazionale, «sarà naturale interlocutore del centrodestra», anche se la Lega ha già stoppato questa ipotesi. «I valori e i principi sono gli stessi, il dialogo è naturale».
Alleanze
Frena invece sulle alleanze: «Al momento è un partito che ancora deve nascere, quindi parlare di future alleanze mi sembra prematuro».
«Io parlo di tutte quelle persone che condividono questi valori – ha aggiunto Vannacci – un partito vive di voti, quindi chiunque voglia votarlo è benvenuto».
Remigrazione
Sul tema della remigrazione: «Io sono nato da un punto di vista professionale a Modena, che è un esempio di un’amministrazione di sinistra che sta fallendo: era una città sicurissima quando ho fatto l’Accademia militare, 20 anni fa, oggi grazie a questa politica immigratoria scellerata appoggiata dalla sinistra è una delle città più insicure d’Italia». «Non è un problema di percezione ma di realtà, quelli che ritengono che sia un problema di percezione sono quelli che abitano nei quartieri alti, che hanno la sicurezza privata, ma non le persone che vivono la quotidianità».
Il metodo Trump
«Dobbiamo – ha aggiunto – anche noi trovare modo di diminuire il numero di stranieri in Europa: la remigrazione è già in atto, vuol dire rientro delle persone presso il proprio paese e sta avvenendo volontariamente. Lo possiamo sollecitare anche offrendo dei compensi, creando le condizioni affinché sia più intenso, agendo in modo coatto su chi è entrato illegalmente oppure su chi viola le nostre legge o che non si assimila alla società delle rispettive nazioni».
«Qua nessuno conosce come opera l’Ice: quello che conosciamo sono i tre quattro eventi esecrabili riportati dalla stampa. Ma vi porto dei dati: nell’ultimo anno sono rientrati 2 milioni di stranieri nel paese di origine, di cui 1 milione e mezzo volontariamente, quindi il metodo Trump funziona».
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4 febbraio 2026 ( modifica il 4 febbraio 2026 | 22:38)
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